Assofondipensione perde pezzi

Scritto il alle 07:36 da clinguella@finanza

legoLaborfonds ha disdetto la sua iscrizione ad Assofondipensione. Un duro colpo per l’immagine dell’associazione che reagisce con veemenza.
Nel pieno mese di agosto, mentre gli italiani ancora si interrogavano sulle alterne vicende climatiche estive, il direttore di Laborfonds, il 19 agosto, con una lettera inviata per conoscenza a tutti i Fondi iscritti, il comunicava la disdetta, a decorrrere dal 2015, dell’adesione ad Assofondipensione. Assofondipensione è un’associazione senza scopo di lucro, costituita  con l’obiettivo di rappresentare gli interessi dei fondi pensione negoziali.
Il colpo deve essere stato duro, ma forse non imprevisto. La tempistica scelta lascia pensare ad una decisione irreversibile senza margini di mediazione. Laborfonds è il fondo territoriale del Trentino Alto Adige, con i suoi 114mila iscritti, è una realtà consolidata nel panorama della previdenza complementare italiana, della cui opinione bisogna tener conto. Invece sembra che non sia stato così
Lamenta il direttore generale del fondo regionale Giorgio Valzolgher di non aver potuto beneficiare, ad esempio, del tempestivo ricevimento di circolari predisposte relativamente

Giorgio Valzolgher  - DG Laborfonds

Giorgio Valzolgher – DG Laborfonds

a tematiche di ordine tecnico, nè di aver potuto partecipare con costanza ed assiduità ai vari gruppi di lavoro nei quali definire/condividere best practices da sottoporre alla Vigilanza o evidenziare temi comuni rispetto ai quali avviare iniziative specifiche. Inoltre sempre secondo Laborfonds, Assofondipensione non è l’Associazione che immaginavano, cioè l’associazione dei” fondi pensione negoziali e “per” i fondi pensione negoziali. Un’altra accusa è stata quella secondo la quale l’associazione dei fondi pensione negoziali non godrebbe di adeguata considerazione, “alla pari” delle altre associazioni di categoria (si pensi fra tutte all’ABI e ad Assogestioni), né da parte degli associati, né da parte degli altri soggetti con i quali interloquire, in primis la Commissione di Vigilanza.
Infine la considerazione che può essere la reale chiave di lettura della disdetta. In un contesto in cui i temi da affrontare sono sempre più complessi, numerosi e “da esplorare” – si afferma nella nota – i fondi pensione hanno bisogno di un’Associazione che deve essere forte e fare sintesi. Invece sono le parti istitutive, e penso io, specie i sindacati a far da padrone .

Michele Tronconi . Presidente Assofondipensione

Michele Tronconi . Presidente Assofondipensione

La risposta di Michele Tronconi, Presidente di Assofondipensione, non si è fatta attendere, ed è arrivata a stretto giro di posta il 21 agosto 2014. La prima osservazione ovviamente è quella sulla tempistica. In sostanza Tronconi si mostra meravigliato della urgenza della cosa fatta in pieno mese di agosto, come se fosse una questione di vita o di morte. Poi l’aver mandato la lettera per conoscenza a tutti manifesta l’intenzione pubblica di tagliare comunque i ponti con l’Associazione.
È indubbio che nell’Associazione ci siano dei problemi di coabitazione tra le varie parti istitutive, più preoccupate agli aspetti politici, e le espressioni dei Fondi Soci, più sensibili alle tematiche gestionali e finanziarie. Non bisogna dimenticare, però, che entrambe gli aspetti – e forse maggiormente il primo – si trovino fortemente sollecitati dallo stato di difficoltà in cui verte il nostro Paese; con spinte che arrivano da più parti, per cercare di mettere le mani nelle tasche in cui si trova il risparmio previdenziale. Per altro, l’Associazione non può non mantenere un legame stretto con le parti sociali che determinano, o concorrono a determinare, l’apporto dei lavoratori ai Fondi per tramite della contrattazione collettiva. Non per nulla si chiamano “Fondi Pensione Negoziali”. L’impegno comune è quello di spostare Il baricentro della vita associativa a favore dei Fondi, piuttosto che ai datori di lavoro e dei rappresentanti sindacali, e quando questi registrano posizioni divergenti, hanno altri strumenti e canali per dirimere le loro beghe. Non per nulla in chiusura dell’ultima assemblea di Assofondi, è stato messo agli atti una dichiarazione in tal senso, invitando tutti i Soci a cogliere l’occasione della revisione dello Statuto per rafforzare questo indirizzo.
Indebolendo gli organismi rappresentativi, la previdenza integrativa perderà ulteriori occasioni per dire la sua e i singoli Fondi potranno solo subire decisioni prese da altri. Non bisogna mai dimenticare il pericolo rappresentato dalle reiterate pressioni governative sul patrimonio dei fondi, più volte esternate dal sottosegretario Baretta, le cui richieste saranno sempre più pressanti quanto più il quadro economico non si rasserena e le iniziative prospettate dalla Cassa depositi e prestiti sull’utilizzo dei fondi della previdenza privata non hanno ancora tagliato nessun nastro di partenza.
Laborfonds facente parte di Pensplan, l’organismo regionale del Trentino che raggruppa i fondi territoriali, chiusi ed aperti, non ha certamente bisogno dell’associazione che l’assista,  l’aiuti e la protegga. Ormai come tutti i soggetti che diventano adulti, si sentono in grado di camminare da soli ed avendo alle spalle un retroterra regionale economicamente forte, sono convinti di poter decidere tranquillamente di snobbare gli altri.
Camillo Linguella

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