La previdenza complementare ad un bivio

Scritto il alle 09:20 da clinguella@finanza

bivioLa situazione è molto confusa. Da una parte non si sa ancora cosa effettivamente farà il governo sul tfr, dall’altra  c’è il monito del Fondo Monetario Internazionale sulla necessità di tagliare le pensioni e quindi maggior bisogno della pensione integrativa.
“L’Italia, con le condizioni attuali, non è un paese per cui si possa assicurare un futuro radioso, o quantomeno sereno”. È il giudizio, spietato, del direttore esecutivo dell’Fmi, Andrea Montanino, espresso durante la presentazione del «country report» sul nostro Paese, alla Luiss di Roma. «La crescita potenziale dell’Italia di fatto – ha detto – crolla per gli anni futuri, siamo inchiodati allo 0,5%».
Sul fronte pensionistico il Fondo monetario  ha nuovamente sottolineato che” avendo le riforme precedenti rafforzato la sostenibilità a lungo termine del sistema, l’obiettivo dovrebbe spostarsi verso i risparmi sulle pensioni attuali, magari attraverso una maggiore indicizzazione progressiva” Esigenza resa ancora più urgente dall’andamento non positivo dell’economia italiana.
L’indice della Borsa di Milano che sotto il governo Letta era salito a 22000 punti, dopo oltre sei mesi del nuovo esecutivo,  è  di nuovo precipitato sotto la soglia  ritenuta di salvaguardia dei 20000, attestandosi a 19900.
Non si vorrebbe che il governo, da una parte cerchi di stimolare i consumi distribuendo i risparmi per la vecchiaia ( impoverendola in prospettiva) e dall’altra, per obbedire ai desiderata del Fondo monetario internazionale,  decida una ulteriore riduzione delle pensioni d’oro massiccio e quelle dorate, dai due/tremila euro mensili, tanto per intenderci come si era discusso per tutta, l’estate finchè il discorso non è stato accantonato d’imperio.
Come si vede lo scenario è molto inquietante.
Al momento non è stato ancora sciolto il nodo del tfr in busta paga, il che vuol dire che i problemi sono meno facili di quanto potessero sembrare. Ma noi lo sapevamo. Ogni decisione presa peserà in maniera diversa sul futuro dei lavoratori, sulla previdenza italiana e sul rilancio dell’economia.
Oggi gli iscritti alla previdenza complementare nel nostro paese sono circa 6milioni e duecentomila. Lavoratori che hanno deciso di costruirsi una rendita aggiuntiva  versando il loro tfr per la maggior parte ai Fondi pensione.
Dall’operazione del governo questi sicuramente rimarranno esclusi, ma non è detto. E anche se fosse consentito di riscattare in qualche modo il capitale versato, ci sarebbe un grosso smobilizzo di risorse con ulteriori perdite finanziarie non quantificabili e comunque non ci sarebbero nuove adesioni, se non quelle ai Pip dove il conferimento del Tfr non è obbligatorio.
Proprio in questi giorni è divenuto operativo il Fondo dei pubblici dipendenti Perseo Sirio nato dalla fusione dei due fondi preesistenti e l’operazione è passata decisamente in sordina senza annunci né squilli di tromba.
Il governo sa benissimo che dovrebbe sopportare altri oneri con il versamento dell’1% della retribuzione per ogni nuovo iscritto. Cosa assolutamente da non fare.
Questo il quadro generale.
Vediamo le varie opzioni.

  • Non se ne fa niente, tutti tirano un sospiro di sollievo e si torna a lavorare sull’idea dell’utilizzo del patrimonio dei fondi pensione unitamente alla Cassa Depositi e Prestiti, così l’obiettivo di rilancio economico torna ad essere perseguito per strade più lineari.
  • Si concede la possibilità di chiedere  anticipatamente  il 50% del Tfr maturando, tutt’assieme o annualmente. La decisione è su base volontaria. In questo caso il lavoratore iscritto alla previdenza complementare può decidere di continuare a versare come prima il 100% del tfr maturando oppure versare la metà.

In questo caso alle forme di previdenza complementare andrà metà delle risorse con conseguente riduzione del montante maturato. Poiché tuttavia il sistema di finanziamento è a capitalizzazione e non a ripartizione  come avviene per le pensioni pubbliche, non si creano grossi squilibri.

  • Il tfr viene restituito obbligatoriamente in busta paga per un periodo di tre anni, statali esclusi.

In questo caso il lavoratore può sempre decidere di continuare a versare la quota mensile al fondo oppure, se lo statuto del fondo dove è iscritto lo consente, sospende i versamenti per un triennio.
L’inquietudine nasce dal fatto che le norme temporanee, in Italia, hanno la tendenza a rimanere definitive.
L’esclusione per i pubblici dipendenti è cosa ovvia anche se ingiusta, in quanto già oggi il pagamento della liquidazione è differita fino a due anni della cessazione o della fine del contratto e divisa in rate.
Bisognerà vedere comunque come reagirà la platea degli iscritti che sono più di 6 milioni come abbiamo visto, il 25% dei lavoratori attivi. E’ vero che Renzi è contro “lo Stato mamma” che a tutto provvede, ma per contingenti  esigenze immediate mette in pregiudicato tutto un sistema di garanzie per la vecchiaia dei cittadini che si stava faticosamente costruendo. Altro che adesioni automatiche sul modello inglese come di parlava da più parti per rilanciare le adesioni.
Se si volesse veramente incentivare il secondo pilastro, ciò potrebbe essere fatto anche con l’operazione Tfr. Si può utilizzare una parte delle nuove risorse fiscali che l’anticipo del Tfr comporterà, per ulteriori agevolazioni fiscali in favore dei giovani e, per i dipendenti pubblici, come addolcimento della pillola, ed equiparare le regole fiscali con quelle dei lavoratori privati.

Camillo Linguella

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Bazooka pronto a sparare. E potevamo pensare altrimenti? Anche se poi succederà nulla, è la fo
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Eccolo là: adesso oltre ai politici, ai sovranisti ed ai contestatori di strada, abbiamo an
Ftse Mib: l'indice italiano ieri ha chiuso spingendo sulla parte bassa del supporto chiave collocata
Sulle Mibo si assiste ad un aumento considerevole di call a strike 17500, 18500 e 19500. Nuovi ingre
Andiamo a riprendere quanto detto nel video TRENDS postato venerdi scorso (click here). Purtropp
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Indice della paura significa VIX. Ormai è risaputo che la volatilità significa incertezza, inc
Indice della paura significa VIX. Ormai è risaputo che la volatilità significa incertezza, inc
Si apre un’altra seduta difficile per Piazza Affari sui timori di un nuovo lockdown in Europa, di