Iscrivere i familiari fiscalmente a carico

Scritto il alle 08:43 da clinguella@finanza

Un lavoratore iscritto ad un  fondo di previdenza complementare, può chiedere l’iscrizione anche dei suoi familiari che sono fiscalmente a carico.
Tale importante possibilità permette di costruire una posizione previdenziale a favore dei figli minorenni o, se a carico, il coniuge ed i figli maggiorenni.

Per fiscalmente a carico si intende quel soggetto con un reddito complessivo uguale o inferiore a € 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili (coniuge, figli, ecc.), senza alcun limite di età.

Con l’iscrizione dei  familiari fiscalmente a carico si possono  ottenere i seguenti vantaggi:
o Creare un risparmio previdenziale per loro;
o Creare la “base” per la pensione complementare per i propri figli;
o Ottenere un risparmio fiscale attraverso la deducibilità dei contributi versati nell’interesse del familiare fiscalmente a carico, ovvero la possibilità di dedurre, dal tuo reddito annuo complessivo, anche i contributi per il familiare a carico nel rispetto del limiti previsti dalla normativa, ovvero entro il minore tra: il doppio del TFR destinato ad Espero, il 12% del suo reddito complessivo, o 5.164,57 euro (per i dipendenti privati il limite è unico ed è pari a 5.164,57 euro)
o Versare i contributi senza vincoli di scadenze e di importo.
L’adesione dei soggetti fiscalmente a carico può avvenire contestualmente o successivamente all’adesione dell’aderente “principale”.
Questi gli elementi di carattere generale.
Più nel dettaglio si possono continuare i versamenti effettuati dall’aderente principale, anche se  lo stesso non è più iscritto al Fondo. Infatti la Covip ha ritenuto che la correlazione tra adesione del lavoratore e adesione del suo familiare a carico, non comporta per forza la cessazione dell’iscrizione al Fondo del soggetto fiscalmente a carico se successivamente viene meno l’iscrizione del lavoratore “principale” , tenuto conto che la posizione del soggetto fiscalmente a carico, una volta attivata, prende una strada propria.
Si è inoltre ritenuto che, al fine di favorire la gestione stabile e continuativa della posizione accesa a favore del soggetto fiscalmente a carico, vada comunque consentito il mantenimento della posizione individuale dello stesso anche in assenza di contribuzione, ancorché il lavoratore di riferimento cessi di partecipare al fondo.
In tal caso è da considerarsi anche possibile che l’iscritto principale, uscito dal fondo, continui a finanziare la posizione individuale del soggetto fiscalmente a carico, poiché questa possibilità non risulta proibita da nessuna parte.
Il soggetto fiscalmente a carico può  proseguire volontariamente la contribuzione al Fondo in caso di perdita della condizione di fiscalmente a carico oppure si mette a lavorare  presso un datore di lavoro non associato al Fondo; secondariamente ha la facoltà di trasferire la posizione al fondo di categoria di  riferimento per la nuova attività di lavoro, o in alternativa, se sono decorsi almeno due anni di partecipazione, ad un Pip.
Inoltre  gli iscritti fiscalmente a carico, in presenza dei requisiti di volta in volta previsti, possano chiedere l’anticipazione o esercitare la facoltà di trasferimento della posizione.
Nel caso di richiesta di anticipazione per un minorenne, dovranno essere prese alcune cautele.
Per le liquidazioni della posizione individuale, si ritiene necessaria l’acquisizione dell’autorizzazione del giudice tutelare, in applicazione dell’art. 320 c.c., secondo cui: “I capitali non possono essere riscossi senza autorizzazione del giudice tutelare, il quale ne determina l’impiego”.
Tra gli atti di riscossione di capitali si inquadra proprio l’esercizio del diritto all’anticipazione, con la quale si smobilizza parte della posizione previdenziale. Ciò vale sia riguardo all’anticipazione per “ulteriori esigenze”, che non necessita di alcuna motivazione, sia rispetto alle causali specificamente individuate (spese sanitarie e acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione).

Quanto alla possibilità per i soggetti fiscalmente a carico di chiedere il riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione( ex art. 14, comma 5, del d.lgs. n. 252 del 2005) a seguito dell’uscita dal fondo dell’aderente principale, la  Covip non la ritiene  ammissibile, tenuto anche conto che l’iscrizione del soggetto fiscalmente a carico, una volta attivata, assume una propria e distinta autonomia.
In merito alla facoltà degli aderenti fiscalmente a carico di esercitare il riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione a seguito del venir meno della condizione di fiscalmente a carico, si osserva quanto segue.
Nelle Direttive Generali alle forme pensionistiche del 28 giugno 2006, la Commissione ha ritenuto ammissibile, la possibilità di riscatto della posizione in linea con le causali di perdita dei requisiti di partecipazione sino a quel momento ammesse negli statuti e regolamenti medesimi, anche sulla base della contrattazione collettiva.

Riguardo alla possibilità che i familiari fiscalmente a carico partecipino all’elezione degli organi collegiali dei fondi pensione negoziali e preesistenti ai sensi dell’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 252 del 2005, si reputa che sia rimessa all’autonomia statutaria dei fondi pensione consentire o meno il diritto di voto a detti iscritti, purché, in caso affermativo, abbiano raggiunto la maggiore età. Naturalmente su questa materia, secondo le indicazioni delle parti istitutive i regolamenti dei fondi, d’intesa con la Covip, possono fare scelte specifiche.

c.l.

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