Al via il credito d’imposta per i Fondi pensione

Scritto il alle 09:11 da clinguella@finanza

La legge di stabilità 2015 ( legge 190/2014) ha elevato l’aliquota di tassazione sui rendimenti finanziari delle forme di previdenza complementare dall’11 al 20%. La stessa legge, per modificare e attutire gli impatti , ha previsto un credito d’imposta i cui criteri e modalità sarebbero state stabilite con un decreto del Mef.  Il 30 luglio 2015 il decreto Mef del 19 giugno 2015 è stato pubblicato il G.U. n. 175.
L’art. 1, comma 91 e 92, della legge 190/14, dispone, tra l’altro, che, a decorrere dal periodo di imposta 2015, agli enti di previdenza obbligatoria privatizzati ed alle forme di previdenza complementare, e’riconosciuto un credito di imposta pari al 6% per cento per gli enti privatizzati e del 9% per la previdenza complementare a condizione che i proventi assoggettati alle ritenute e imposte  sostitutive siano investiti in attività di carattere finanziario a  medio o lungo termine individuate con apposito decreto del Ministro  dell’economia e delle finanze.

La spesa autorizzata è di 80 milioni di euro a decorrere  dall’anno 2016.
Il decreto del Mef appena pubblicato stabilisce le condizioni, i  termini e le modalità di applicazione del credito di imposta ed individua le attività di carattere finanziario a medio e lungo termine nelle quali devono essere effettuati gli investimenti.

Non esiste una definizione condivisa di strumento finanziario a medio e lungo termine (18 mesi piuttosto che 5 anni). Il concetto di “lungo termine”, più che alla durata, sembra collegarsi alla esistenza di un vincolo che rende il finanziamento  stabile nel tempo.
Il medesimo concetto può collegarsi anche al fatto che lo strumento finanziario scelto, indipendentemente dalla durata, non è quotato nei mercati regolamentati. In tal caso, mancando una quotazione ufficiale, non è prontamente disponibile come liquidità, pertanto, non si presta all’investimento speculativo.

 Anche dopo la crisi finanziaria, non vi sono indicazioni di calo generalizzato della disponibilità di finanziamenti a lungo termine. Le preoccupazioni di una insufficiente disponibilità di fondi per questi investimenti sono però focalizzate sul finanziamento di due settori dell’economia che svolgono un ruolo di rilievo nelle prospettive di crescita e di occupazione:
– le infrastrutture;
– le società non quotate nei mercati regolamentati.

Ciò  ha indotto il Mef a delineare la disciplina del credito di imposta in modo tale da attrarre risorse private verso i settori ove maggiore è il fabbisogno di tali  risorse finanziarie.

Il settore delle infrastrutture necessitando di finanziamenti di medio/lungo termine ben si coniugano con le esigenze di investimento di soggetti istituzionali, quali gli enti di previdenza obbligatoria ed i fondi pensione. Questi, infatti, avendo finalità previdenziali possono investire capitali  per un lungo periodo di tempo. Il c.d. “capitale paziente” non pretende rendimenti immediati ma mira a un rendimento stabile e prevedibile. Questa forma di investimento va a beneficio dell’economia reale in quanto offre flussi prevedibili e costanti di finanziamento e crea occupazione.
Pertanto il Mef per attività di carattere finanziario a medio o lungo termine, così stabilisce: azioni o quote di società ed enti, residenti in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati  aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, operanti prevalentemente nella elaborazione o realizzazione di progetti relativi a settori infrastrutturali turistici, culturali, ambientali, idrici, stradali, ferroviari, portuali, aeroportuali, sanitari, immobiliari pubblici non residenziali, delle telecomunicazioni, compresi quelle digitali, e della produzione e trasporto di energia.
Tutti settori importanti, ma l’esiguità delle risorse disponibili, 80 milioni di euro, anche se si utilizzassero,  tutti non fa presagire nessun miracolo.
Camillo Linguella

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3 commenti Commenta
tbtcot
Scritto il 5 agosto 2015 at 10:12

l’impressione mia è che si dica tutto e niente… rendendo ancora più opaca la situazione.. speriamo bene…

bano
Scritto il 5 agosto 2015 at 11:20

scusate ma … ad esempio i famosi minibond di aziende con bilanci in regola ,quotati al mercato extramot professionali sono compresi in questo progetto di credito d’imposta … grazie

    clinguella
    Scritto il 6 agosto 2015 at 17:24

    Il DM del Mef del 16 giugno 2015 indica tassativamente i settori dove si può investire. In linea teorica i fondi pensione potrebbero investire negli strumenti finanziari creati dal Governo Monti con il DL “sviluppo Italia” che fanno riferimento ai settori della lettera del citato decreto.
    Si soggiunge inoltre che il precedente DM 166/2015 sempre del Mef, indica tutte le forme di investimento delle forme di previdenza complementare.

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