Investire nella residenzialità per gli anziani: possibile e doveroso

Scritto il alle 09:03 da [email protected]

AInvestimenti  socialmente responsabili, Italia ancora fanalino di coda

Gli scossoni finanziari di gennaio e di in izio febbraio pur se non hanno ipotecato tutto il 2016 hanno spento un po’ i peana sulla avvenuta ripresa economica. Gli investitori sono disorientati ed anche se fanno pubbliche dimostrazioni di ottimismo, in realtà si limitano a toccare ferro sperando che tutto si aggiusti automaticamente. In Italia c’è soprattutto una sovrabbondanza di investimenti obbligazionari ed i titoli pubblici non rendono più. Bisogna cercare altre strade, magari ripensando agli investimenti etici. Il Belpaese rappresenta solo il 2% del mercato europeo dei fondi etici, ma  crescono le società di gestione, come Etica, Eurizon Capital, Ubi Pramerica, che includono  questi prodotti all’interno della loro offerta. Il numero dei fondi di investimento socialmente responsabile (ISR) registrati in Italia al 30 giugno 2013 sono solamente 12. In tutta Europa, il mercato retail conta su 922 fondi SRI, che gestiscono un patrimonio di quasi 108 miliardi di euro contro i 2,3 miliardi di euro di patrimonio gestito da noi. Per espandere questo tipo di investimenti già nel 2012, il “Forum per la Finanza Sostenibile”, che annovera Mefop, Assofondipensione,

risparmio etico

Assogestioni, OOSS, Pensplan, ed altri, misero a punto delle Linee Guida per mettere in campo uno strumento utile ai fondi pensione e ai gestori finanziari sulle possibili strategie di investimento sostenibile e responsabile. Ora Itinerari Previdenziali assieme ad Assoprevidenza ripropontgono il tema su un obiettivo mirato, l’investimento sulle RSA le residenze per gli anziani.
E’ un dato acquisito che la popolazione italiana si avvia ad essere una popolazione “vecchia”. Non c’è bisogno d’essere un raffinato demografo per capirlo. Basta semplicemente guardarsi intorno. La speranza di vita, cui i tagli recenti alla sanità ed alle prestazioni più elementari, come le analisi del sangue, consapevolmente e cinicamente cercheranno di porre un freno per abbattere i costi del welfare, comunque rimane alta. Vita media 80/83 anni, più alta degli USA.
Naturalmente l’invecchiamento diffuso comporta dei problemi economici e sociali.
Insomma c’è una consapevolezza che il progressivo e significativo invecchiamento della popolazione richiede politiche sociali di protezione e cura delle persone anziane da svolgere su basi aggiornate e moderne, guardando all’esperienza in atto in numerosi paesi dell’UE, in particolare nel nord Europa.

La vecchiaia deve avere un approccio completamente diverso da come fatto finora, essa è la normale evoluzione dell’arco di vita; in tale ottica piuttosto, l’obbiettivo è di intervenire tempestivamente sui fattori di rischio, individuando le difficoltà connesse con l’ordinario progredire dell’invecchiamento e progettando le relative soluzioni.

In questo contesto è necessaria una diversa concezione del modello di residenzialità, volto a progettare soluzioni abitative che, coerenti con il progressivo bisogno di prestazioni assistenziali dell’età anziana, favoriscano una migliore qualità della vita privilegiando in primis la permanenza della persona nella sua abitazione.

Assoprevidenza e Itinerari Previdenziali hanno pertanto reputato utile approfondire la tematica, andando oltre i fondamentali aspetti “sociali”,  considerando anche le potenzialità che il tema può rivestire come possibili investimenti nell’ottica attualmente molto invocata delle sinergie pubblico/privato.

E’ evidente, infatti, che il reperimento delle risorse necessarie allo sviluppo di un “parco” abitativo in linea con i bisogni della popolazione anziana rappresenta un problema di non facile soluzione, in particolare considerando l’attuale congiuntura economica. Perciò un ruolo significativo può essere svolto dagli investitori istituzionali (fondi pensione, fondi sanitari, fondazioni) per i quali l’investimento immobiliare avente come target i senior è meritevole di attenzione, sia in relazione alle sue caratteristiche di lungo periodo sia con riferimento alla sua “funzione sociale” che coincide con la ragione sociale degli investitori sociali.
Tuttavia la Delibera del 16 marzo 2012 (art 4, c. 1, lett. a) della Covip , stabilisce, che quando un Fondo decide di introdurre considerazioni di natura etica, sociale o ambientale nella gestione delle risorse, deve obbligatoriamente esplicitarlo all’interno del documento sulla politica di investimento. Per dare maggiore incisività i Fondi dovrebbero porre in essere un azionariato attivo cioè partecipare attivamente alla vita della società di cui si posseggono le azioni per dare il loro contributo sulla politica di investimento di quest’ultime, indirizzandone le scelte verso i settori etici e sostenibili individuati dal fondo .
Secondo Tendercapital Sgr che ha partecipato al seminario, la convenienza degli investimenti nel settore è auspicabile, anche considerando l’incremento del numero delle famiglie cosiddette mononucleari, con conseguente riduzione delle potenzialità di assistenza erogata a all’interno dei nuclei famigliari. In Italia, quando la famiglia non riesce a sopportare il peso richiesto dalla cura della persona non auto sufficiente, l’istituzionalizzazione e il ricovero in strutture sanitarie assistenziali risultano ancora le uniche forme di assistenza possibili nei confronti di questi soggetti. Ciò anche in considerazione  che per abbattere  l’incremento di spesa pubblica il sistema ospedaliero è incanalato solo verso l’assistenza per i soli casi acuti .
Secondo il Global Age Watch index 2015, l’Italia si colloca al 37 posto sulla qualità delle condizioni di vita degli anziani, dopo il Messico, la Thailandia e la Colombia!.

L’aumento delle risorse impiegate dal Servizio Sanitario Nazionale per l’assistenza continuativa (Long Term Care) a persone non autosufficienti, in rapporto al Pil, è destinata ad aumentare dall’ 1,8% del 2011 al 3,2% del 2060 ( rapporto del Ministero del Welfare 2010 ); a questi dati è da sommare la spesa che le famiglie sostengono direttamente attraverso le cosiddette «badanti» ovvero, più elegantemente “care giver” (9 mld € nel 2010 – dati Ministero dell’Economia e delle Finanze ); la componente demografica costituisce un fattore determinante nel rapporto spesa pubblica/Pil, con un maggior consumo di prestazioni o aumento di indennità di accompagnamento a fronte dell’invecchiamento della popolazione.
Ha aperto i lavoro Edoardo Zaccardi del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali illustrando il contesto di riferimento. In un quadro normativo eterogeneo e frammentato c’è un’ampia libertà attribuita alle Regioni che hanno agito in ordine sparso, chi meglio e chi peggio andando a nord a sud.
La spesa delle famiglie italiane per pagare la retta degli anziani ospiti presso le strutture residenziali ammonta a 4,9 mld (CENSIS): mediamente 16.600 euro anziano/anno
Quella per residenzialità per anziani è una domanda potenziale enorme: agire sul lato dell’offerta per intercettare 4,7 mln anziani favorevoli alla residenzialità (CENSIS), elevando la qualità delle strutture e dei servizi, ovvero: accesso rapido alle cure sanitarie e infermieristiche in caso di bisogno comprese quelle minime come fare iniezioni, misurare la pressione ecc; sensibilità speciale per il lato umano degli ospiti; apertura verso l’esterno con attività alle quali possono accedere anche persone da fuori. Per evitare nuove ghettizzazioni la residenzialità deve acquisire nuovi modelli (tecnologie, presa in carico leggera, “mura domestiche”, co-housing, long term care, ecc). L’anziano deve rimanere quanto più possibile nel proprio ambiente aiutandolo a fare la spesa, la pulizia della casa, a mantenere relazioni sociali
Fino al 2000 ogni generazione stava meglio della precedente oggi il ciclo è invertito con l’esplodere della solitudine sociale. Avendo come modello di riferimento l’ex Inpdap, sicuramente all’avanguardia sotto l’aspetto delle strutture ed i servizi gli investitori istituzionali come i Fondi pensione devono esaminare questa opportunità dal punto di vista etico e della redditività.
Un investimento in RSA comporta le seguenti valutazioni:
Il settore risulta anticiclico rispetto all’andamento economico generale e ciò è testimoniato dalla continua crescita degli investimenti nel settore e dai fatturati dei principali operatori, buoni nonostante la crisi finanziaria che ha colpito la generalità delle attività economiche;
Gli utili di settore risultano in diversi casi cospicui, sempre secondo Tendercapital dal 4 al 7%;
Il mercato italiano è oggetto di penetrazione da parte di operatori stranieri, prevalentemente francesi;
Si vengono a creare nuovi posti di lavoro in ambito sanitario per personale medico qualificato, grazie all’incremento dei posti letto per persone non autosufficienti.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Scattano i dazi cinesi, Jackson Hole deluse sopratutto Trump e il mondo continua a frenare. Compli
Analisi Tecnica Negata brutalmente la long white che stava a sua volta negando la long black. La s
Continuiamo la nostra serie di approfondimenti tecnici sulle criptovalute parlando questa volta
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Stoxx Giornaliero Buongiorno a tutti, situazione molto fluida sullo Stoxx, settimana scorsa a
DJI Giornaliero Buona domenica a tutti, nel mese di luglio il primo dei tre facenti parte de
  All’interno del caos politico che ci sta interessando, con teatrini che nemmeno nel
Ftse Mib: l'indice italiano dopo il test di ieri dei 21.000 punti, apre positiviamente in scia alle
Finalmente una bella notizia in arrivo dall'economia reale, mentre un gruppo di ignoranti e inco
Il mitico simposio di Jackson Hole rappresenta da anni un appuntamento quantomai atteso. Come se