Inps in affanno: aumenta il deficit e si autosospende il direttore

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Boeri, Iocca, Poletti

Boeri, Iocca, Poletti

I due episodi non sono collegati, ma rappresentano, in piena bufera della non risolta questione sulle pensioni di reversibilità, una brutta cartina di tornasole del più grande ente previdenziale europeo. Aumenta il disavanzo dell’Inps: +2.050 milioni di euro, mentre il direttore generale dell’Inps si è sospeso per un presunto conflitto di interessi. Massimo Cioffi si è autosospeso dalla carica per difendersi più liberamente nell’ambito dell’inchiesta sugli esodi dei lavoratori dell’Enel all’epoca nella quale era capo del personale dell’azienda elettrica.

Il  il bilancio di previsione per il 2016.

Di anno in anno, si fanno sempre più drammatiche le cifre dei bilanci dell’Inps.Il bilancio di previsione per il 2016 approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS nella riunione del 16 febbraio 2016, con il voto contrario della UIL,  lo conferma. Questa tendenza è iniziata a partire dal 2011, anno della soppressione dell’Inpdap, anche se tutti affermano che questa soppressione non c’entra niente. Come a dire che i conti sarebbero peggiorati a prescindere. La colpa principale è da attribuirsi ad una erronea formulazione della spending review, come evidenziato dalla Corte dei Conti proprio ieri, seguita da una cattiva applicazione.

I principali risultati del bilancio sono stati determinati sulla base della Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2015 e della legislazione vigente alla data del 20 settembre 2015 e  non tiene conto della legge di stabilità 2016.
Significa che  sarà soggetto ad una prossima variazione. Il bilancio è stato votato con il voto contrario della Uil. Ormai è un classico, quasi una tradizione.
I risultati del Bilancio di Previsione 2016 approvato si riassumono in:
3.241 milioni di disavanzo finanziario di competenza (-2.794 milioni rispetto alle previsioni aggiornate 2015);
218.653 milioni di entrate contributive, (+4.647 milioni rispetto alle previsioni aggiornate 2015);
308.887 milioni di prestazioni istituzionali, (-724 milioni rispetto al 2015). In particolare la spesa per prestazioni pensionistiche è risultata pari a 272.135 milioni (-679 milioni rispetto al 2015);
11.211 milioni di disavanzo economico di esercizio (+2.050 milioni rispetto al disavanzo di 9.160 milioni del 2015);
1.783 milioni di avanzo patrimoniale al 31 dicembre 2016.
Nell’approvare il bilancio di previsione 2016, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza si è rammaricato di come non sia  stato adottato nessun provvedimento, specie di natura legislativa che lo stesso Civ aveva richiesto o auspicato, per conseguire gli equilibri di bilancio dei Fondi e Gestioni previdenziali amministrate dall’INPS col segno negativo, fra cui l’ex Inpdap appunto.
C’è da rilevare altresì, una notevole crescita e consistenza della massa dei crediti contributivi, il cui mancato pagamento,  proprio in questi giorni è stato depenalizzato. Ciò rende necessario, tra l’altro, verificare i criteri fissati per la loro iscrizione in bilancio, nonché la sussistenza dei presupposti giuridici e contabili che ne giustificano il mantenimento.
Infine non può sottacersi, come l’Inps, in applicazione delle numerose  disposizioni legislative emanate negli ultimi anni, stia continuando ad effettuare tagli alle proprie spese di funzionamento da riversare al bilancio dello Stato,tagli che pregiudicano  la funzionalità dell’Istituto e, in particolare, incidono sulla qualità dei servizi erogati.
Nell’anno 2016 l’importo dei predetti tagli è previsto pari a circa 694 mln ed è destinato, in attuazione delle misure di contenimento previste nella legge di stabilità per il 2016, ad essere aumentato di ulteriori 42 milioni con la prima nota di variazione al bilancio di previsione approvato oggi.
Per quanto riguarda il direttore generale, la decisione di autosospensione trae spunto da accertamenti nei confronti del gruppo Enel – di cui Cioffi, è stato direttore del personale – sul versamento di contributi riguardanti l’esodo incentivato tra il 2006 e il 2015 di lavoratori del gruppo. Secondo il quotidiano “Libero”, che è stato querelato dall’Inps, dall’insediamento della nuova gestione, ci sarebbe stato un rallentamento dell’attività di accertamento. Al contrario l’Istituto in una nota precisa che ha agito in questo periodo con ancora maggiore celerità e trasparenza, portando avanti dal marzo 2015, dunque successivamente all’insediamento dei nuovi vertici, ulteriori accertamenti ispettivi nei confronti di tutte le 12 società del gruppo Enel in Italia. Tali accertamenti si sono conclusi con contestazioni di rilevanti addebiti contributivi il 15 gennaio 2016. La sospensione del direttore centrale della Vigilanza, terminata il 18 gennaio 2016, non è in alcun modo collegata a questi eventi, come sostenuto da Libero. Al contrario, è intervenuta a seguito di gravi violazioni disciplinari compiute durante il suo precedente incarico di direttore regionale.
Sicuramente Cioffi non c’entra niente e comunque sarà la magistratura a dire l’ultima parola. Ma quest’episodio riporta alla necessità di rivedere i criteri delle nomine. Le leggi dicono una cosa, ma prassi invece specie per incarichi di elevato spessore, è diversa. Cioffi è stato nominato perché lo conosceva Boeri non essendosi prima mai, come lo steso Boeri del resto, occupato istituzionalmente o prevalentemente di previdenza, secondo perché c’è il mito che il “manager” venuto da fuori dalla PA sappia agire ed operare meglio e più velocemente di altri. Cosa tutta da dimostrare.

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