L’Inps invia 7 milioni di buste arancione

Scritto il alle 08:54 da clinguella@finanza

All’inizio dello scorso dicembre Tito Boeri, durante un convegno all’Università Cattolica di Milano, si lamentava di non poter spedire la busta arancione per mancanza di francobolli spiegando che: «Il Parlamento non ha approvato l’emendamento che renderebbe possibile l’invio agli italiani. Ed è molto grave». Ora evidentemente i problema è stato risolto, anche se non è dato sapere come e le buste arancione, desiderate e temute ( perchè si avrà la certezza dell’esiguità del futuro assegno, saranno finalmente spedite, chiudendo una fase inziata circa 10 anni fa.

Con l’invio della mitica busta arancione gli utenti dell’Inps verranno invitati a dotarsi di SPID, il Pin unificato che permetterà, dopo i primi due anni gratis, di accedere a pagamento a molti servizio on line delle PPAA.
L’operazione promossa dall’Istituto di previdenza sociale, cerca di favorire l’utilizzo di internet e dei servizi digitali della pubblica amministrazione e aumentare la consapevolezza finanziaria e previdenziale degli italiani per tutelare il risparmio al fine di contribuire, attraverso l’innovazione digitale, allo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese, cioè praticamente la realizzazione di tutto il programma del governo.
In pratica questa iniziativa si inserisce nell’operazione del “Cittadino Digitale” che vede Inps e Agid collaborare su diversi fronti per ridurre il digital divide, cioè la difficoltà che ancora esiste in gran parte della popolazione, specialmente quella che fa riferimento all’Inps, nell’accedere ed utilizzare i servizi che richiedono l’uso di internet.
L’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana in coerenza con l’Agenda digitale europea. Essa ha, fra l’altro, le seguenti competenze e funzioni:
il coordinamento informatico dell’amministrazione centrale, regionale e locale;
l’emanazione di indirizzi, regole tecniche, linee guida e metodologie progettuali in materia di tecnologie informatiche, promuovendo l’omogeneità dei linguaggi, delle procedure e degli standard;
l’omogeneità dei sistemi informativi pubblici.
Si vuole così facilitare un’ampia diffusione di SPID – il nuovo sistema pubblico di identità digitale – tra i cittadini censiti nel corso degli anni dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il progettoLa mia pensione” e l’invio delle buste arancioni

Col progetto Inps-AgID verranno inviate a casa di 7 milioni di lavoratori le buste contenenti la previsione della loro pensione futura; dalla sua conoscenza derivano la consapevolezza di scelte future, come per esempio se aderire alla previdenza complementare, se l’importo sarà ritenuto insufficiente oppure utilizzare diversamente il tfr, se al contrario sarà ritenuta adeguata ai futuri bisogni di vita. L’iniziativa consentirà anche di sensibilizzare i contribuenti non ancora in possesso di strumenti per l’accesso ai servizi on line ai vantaggi della digitalizzazione.
La comunicazione, che conterrà un prospetto dell’estratto conto contributivo e la simulazione di base, inviterà i destinatari a richiedere SPID per accedere a tutte le funzionalità aggiuntive offerte dal servizio online di simulazione della pensione, informando i cittadini dei vantaggi introdotti dalla nuova identità digitale unica per l’accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione e dei privati che aderiranno.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di riuscire a raggiungere diverse fasce di popolazione: secondo i dati Istat, infatti, nel 2015, soltanto il 60% degli italiani si è connesso a Internet e appena il 30% degli utenti ha utilizzato la rete per interagire con la pubblica amministrazione. Sono proprio le persone che attualmente non sono digitalizzate a necessitare maggiormente di informazioni sul loro futuro previdenziale e di una maggiore consapevolezza finanziaria nonché di informazioni sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dei servizi online.
Inps, così  accelera il processo di digitalizzazione dei propri servizi attraverso l’implementazione di PagoPA – il sistema unico per i pagamenti elettronici della pubblica amministrazione –  contribuiendo  al processo di identificazione del domicilio digitale del cittadino che verrà gestito dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Successivamente i Pin dell’Inps attualmente in vigore, saranno convertiti in SPID, la  nuova identità digitali SPID.

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