In forte aumento i falsi rapporti di lavoro

Scritto il alle 09:11 da clinguella@finanza

Mentre si celebravano almeno momentaneamente i fasti dell’incremento dei contratti di lavoro dovuti ai miracoli del jobs act , sta emergendo un inquietante aumento dei falsi rapporti di lavoro.

Non è che fossero una novità, ma ora sembra che venga fatto su scala industriale. Recentemente la cosa è balzata agli occhi di tutti per la messa sotto inchiesta di alcuni dirigenti dell’Inps che non avrebbero  cancellato dal sistema informatico  le posizioni di lavoro “virtuali”, relative a persone che venivano fatte passare come dipendenti di società inesistenti o sovradimensionate, per poter chiedere, a fronte di quei finti rapporti di lavoro, indennità di disoccupazione, maternità e malattia,  contribuendo ad aggravare il già traballante equilibrio economico finanziario dell’Ente venutosi a creare dal 2012 a causa dell’incorporazione dell’Inpdap e della spending review. Il Def varato alcuni giorni fa, non contento di questa precaria situazione, chiede di ridurre ulteriormente di 53 milioni di euro le spese per far funzionare la baracca. Questo a mò di risposta a Boeri che viceversa chiede nuovi mezzi e  nuove assunzioni.

Fino a ieri l’attività dell’Inps era concentrata nel far emergere il lavoro nero, cioè  di quei reali rapporti di lavoro che viceversa venivano occultati per non pagare i contributi previdenziali ed assistenziali. Ora invece sta aumentando la fattispecie opposta.Di fronte a questo fenomeno l’Inps sta cercando di porre riparo e in più dovrebbe diventare operativa  la nuova Agenzia ispettiva unica che mette assieme ispettori  del Lavoro, Inps e Inail anche se le premesse non sembrano confortanti perchè la nuova agenzia è a  “costo zero”, ed è stata annullata la possibilità di assumere  250 nuovi ispettori decisi dal governo Letta, più che mai  indispensabili per le molteplici funzioni attribuite all’Agenzia. Già negli anni scorsi la Corte dei Conti aveva stigmatizzato la diminuzione del numero degli interventi ispettivi. Le aziende caratterizzate da elevati indici di rischio evasione/elusione contributiva si addensano oltre i tradizionali settori dell’agricoltura: ora spaziano a quelli delle cooperative, dell’edilizia ed etniche.
L’attività ispettiva che comunque va avanti pur fra mille difficoltà, evidenzia l’emergere sempre più preponderante nei vari settori merceologici di rapporti fittizi precostituiti al fine di ottenere l’erogazione di indebite prestazioni di sostegno al reddito. E’ da rilevare che la vita di queste aziende è sempre più breve e sovente sono gestite da quasi sempre i medesimi soggetti con chiusura e creazione di nuove aziende in cui vengono trasferiti i lavoratori. Per esempio è emerso che molte aziende sono state gestite da un medesimo consulente, aziende che avrebbero alle dipendenze  lavoratori le cui identità non corrispondono a soggetti realmente esistenti ma identificati addirittura con  codici fiscali fittizi.

Questo aprire e chiudere di società e trasferimento di personale,  comporta una maggiore complessità per venirne a capo per la mole di documentazione da esaminare e per la ricostruzione di collegamenti tra imprese che utilizzano lavoratori operanti sull’intero territorio nazionale. Lo scorso mese di giugno e luglio si è svolta un’attività di vigilanza straordinaria proprio per la verifica della reale sussistenza dei rapporti di lavoro nel settore dell’agricoltura nelle Regioni Campania e Puglia.
Nel corso del 2015 si è scoperto per esempio che anche settori “elitari” non sfuggono alla tentazione. Molti piloti di varie Compagnie Aeree, pur rioccupati all’esterno hanno percepito indebitamente circa 2.200.000,00 euro in ammortizzatori sociali ( disoccupazione, cassa integrazione eccetera).
Dove si espande sempre di più la tentazione di fare carte false è quello, dispiace ammetterlo, è quello delle cooperative che mirano alla fruizione di sgravi ed agevolazioni previste per questa tipologia societaria contribuendo alla diffusione di fenomeni generalizzati.
Ma l’Inps non è inerte, è consapevole del fenomeno e cerca di arginarlo in tutti i modi. Tanto per fare un esempio, nel Lazio l’anno scorso ci sono stati annullamenti rapporti di lavoro pari a circa 1.700.000 euro.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Mercati: persiste la debolezza sui mercati internazionali. Ieri brutta chiusura per il Nasdaq 100. D
Nonostante i ribassi di questi ultimi giorni c'è ancora poco interesse da parte degli operatori a m
Come era prevedibile, il mercato si muove come un orologio e in ambito intermarket notiamo quant
Argomento già discusso, ma assolutamente da riprendere essendo di grande attualità. I tempi s
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Il CESI è stesso oggetto delle mie analisi. E’ l’acronimo di Citigroup Economic Surprise In
Ftse Mib. L'indice cerca di impostare un rimbalzo e ora si trova a pochi passi dal livello importan
Su tutti i sottostanti si assiste alla parziale chiusura della componente future ed a movimentazioni
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u