La VI edizione Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro

Scritto il alle 08:50 da clinguella@finanza
C. Linguella e A.Brambilla alla GNP 2015

C. Linguella e A.Brambilla alla GNP 2015

La Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro (GNP), giunta  alla sesta edizione,anche quest’anno si terrà a Napoli nella splendida location di piazza Plebiscito nei giorni 10, 11 e 12 maggio 2016 e  si pone l’obiettivo di accrescere la conoscenza dei temi previdenziali e renderli accessibili a tutti, dai più esperti al grande pubblico dei non addetti ai lavori. Rimane l’unica manifestazione di rilievo nazionale sull’argomento che viceversa dovrebbe essere a carico del Ministero del Lavoro e dell’Inps.

A fare da filo conduttore all’evento sarà, oltre a quello della previdenza, anche il tema dell’occupazione, soprattutto quella giovanile e femminile, considerando che “non c’è welfare se non c’è buona occupazione” e che “senza buona occupazione non c’è un welfare sostenibile, né per i giovani e neppure per gli anziani”.

Come ogni anno, all’interno della GNP sarà organizzato un ciclo di incontri e workshop dedicati agli investitmenti, nei quali verranno coinvolti i rappresentanti degli investitori istituzionali italiani, gestori, Advisor, operatori di settore ed ospiti internazionali che daranno il loro contributo al dibattito. Alla conferenza di apertura della Giornata nazionale della Previdenza e del Lavoro – martedì 10 maggio ore 9.30 il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano terrà le conclusioni.
In occasione della GNP, le scuole della Campania potranno partecipare alle diverse tematiche di cittadinanza economica, qper l’uso consapevole del denaro, legalità, fiscalità, sostenibilità, imprenditorialità e previdenza. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio nell’ambito del protocollo di collaborazione con il Ministero dell’Istruzione per la diffusione di una nuova cultura di cittadinanza economica tra le nuove generazioni quale leva strategica per lo sviluppo di una società consapevole, obiettivo previsto dalla legge 107/15 sulla buona scuola.

Le nuove frontiere dell’asset allocation” è il tema cui saranno dedicati i seminari di studio previsti all’interno della GNP 2016, rivolti al pubblico degli addetti ai lavori. I nuovi scenari economici internazionali caratterizzati da bassa inflazione, tassi di interessi al minimo, instabilità geopolitica che spesso si riflette negativamente sui mercati e i mutamenti demografici, impongono agli investitori istituzionali, per definizione “investitori di lungo periodo”, una profonda revisione della loro asset allocation, alla ricerca di un efficace bilanciamento tra rischi assunti e rendimenti attesi; ciò anche in considerazione delle normative europea sugli investimenti a lungo termine e a quella italiana sul credito d’imposta e sui nuovi limiti di investimento. Cambierà il modo di fare banca, il finanziamento alle imprese e quello verso l’economia reale.

Nel corso delle due sessioni di studio e approfondimento programmate si analizzeranno i nuovi modi di investimento. Come nella tradizione di questi seminari, i rappresentanti di importanti fondi pensione a livello internazionale condivideranno le loro esperienze con il pubblico. Parteciperanno importanti investitori e gestori, a testimoniare come soltanto attraverso il confronto e la relazione continua tra tutti i soggetti coinvolti nella “filiera dell’investimento” sia possibile individuare strategie efficaci.

Il TFR: meglio in azienda, in busta paga o alla pensione complementare?

Oltre a questi temi altisonanti, saranno trattati i problemi più vicini alle scelte dei lavoratori, come quello legato all’utilizzo del tfr, il trattamento di fine rapporto. Martedì  10 maggio, dalle ore 10.30 alle 11 e mercoledì 11, dalle ore 16.30 alle 17 ci sarò anche io nella Sala Libeccio per parlarene.

Le future pensioni saranno sempre più ridotte. Al lavoratore dipendente spetta la scelta di come assicurarsi una vecchiaia senza problemi. La risposta naturale è la previdenza complementare finanziata con il tfr, la mitica liquidazione. Una comparazione le fra tre opzioni: lasciare tutto in azienda e riscuotere un tfr rivalutato pochissimo, chiedere il tfr in busta paga mensilmente, destinarlo alla previdenza complementare per una pensione più dignitosa, in modo da poter decidere consapevolmente.

Nonostante tutti gli sofrzi messi in campo dagli 80 euro in poi, la perdurante situazione di stallo economico che ha caratterizzato gli ultimi 8 anni ha sottolineato l’attualità del cd. “paradosso del welfare”: la crisi economica da un lato conduce ad un crescente bisogno di copertura sociale, mentre dall’altro riduce le risorse a disposizione del welfare pubblico, impedendo, di fatto, al sistema di welfare di assolvere al compito per il quale è stato istituito, sia sotto il profilo del mantenimento del vigente livello di copertura sia, a maggior ragione, con riferimento alla capacità di rispondere in maniera adeguata all’emergere di nuovi bisogni.

Non a caso in ambito UE si è acuita l’attenzione al tema dell’“innovazione sociale”, intesa come movimento di ricerca di nuove forme organizzative per finanziare e garantire prestazioni e servizi in tutta una serie di contesti settoriali, regionali e nazionali, movimento che è presente ormai in alcuni Stati membri stimolato proprio dalla pressione cui sono sottoposti attualmente i sistemi pubblici di welfare. In questo quadro un tema centrale è rappresentato dalla domanda di cura di lungo termine (particolarmente sentito alla luce dell’invecchiamento della popolazione) alla quale sin qui si è data risposta essenzialmente con prestazioni di tipo monetario (esempio classico è l’indennità di accompagnamento) o sanitario “inappropriato”, facendo ricorso all’ospedalizzazione, entrambe soluzioni non efficaci e sicuramente molto costose.

Certamente più appropriata appare la soluzione dell’assistenza domiciliare, ambito nel quale peraltro l’intervento pubblico è decisamente insufficiente sia sotto il profilo della qualità sia della quantità delle prestazioni.  In questo senso, di particolare interesse appaiono le disposizioni contenute nella legge di Stabilità circa l’utilizzo, ai fini di welfare, del premio aziendale di produttività, anche tramite l’utilizzo dello strumento del voucher, sulla scorta di quanto già da tempo avviene in altri paesi UE.

 

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