“Pensioni Europa”: il ruolo di stabilizzazione dei fondi pensione sui mercati

Scritto il alle 08:52 da clinguella@finanza

pensions EuropeIl Global Financial stability report e nel Fiscal monitor pubblicati dal Fondo monetario internazionale (Fmi), presentano un mondo economico senza slancio, apatico dove banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio sono sull’orlo di una nuova crisi. Le banche europee ci stanno già con maggiore affanno.
Inoltre il fondo monetario internazionale  si unisce all’Economist sulla preoccupazione della sostenibilità  delle forme di previdenza complementare a causa  dei tassi bassi che azzerano implacabilmente  i rendimenti. Una preoccupazione ormai condivisa da molti, specie per quanto riguarda i fondi pensione a prestazione definita (BC). «La solvibilità di un gran numero di compagnie assicurative e di fondi pensione», sottolinea il fondo monetario , «è minacciata da un periodo prolungato di bassi tassi di interesse, queste debolezze», continua il report, «si vanno infatti a sommare ad altri problemi come l’invecchiamento demografico. Inoltre l’aumento dell’insicurezza sugli investitori istituzionali  può accentuare ancora di più la tendenza al risparmio, mettere i soldi nel materasso  e consolidare la stagnazione finanziaria e economica».

Di diverso avviso Pensions Europe il network europeo di associazioni e società nazionali attive nel mercato dei fondi pensione. Le sue finalità sono quelle di promuovere gli enti pensionistici come investitori istituzionali responsabili per favorire la stabilità dell’economia della UE promuovendo altresì a livello europeo un modello previdenziale a più pilastri.
Nel documento di consultazione dal Financial Stability Board (FSB) sulle proposte  per risolvere le vulnerabilità strutturali sulle attività di gestione del risparmio, quasi in risposta alle osservazioni del FMI, PensionsEurope ha energicamente difeso il ruolo dei fondi pensione nel sistema finanziario globale perché non rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria internazionale, anzi, sono proprio dei stabilizzatori perchè non hanno l’affanno speculativo del giorno per giorno, ma hanno come riferimento il lungo periodo..
Nel suo documento, l’FSB fa una serie di raccomandazioni per affrontare le vulnerabilità dei soggetti investitori. specie quelle che  riguardano  i potenziali rischi per la stabilità finanziaria che derivano dai fondi pensione e fondi sovrani.
In precedenza i fondi pensione, BlackRock, Vanguard e gruppi industriali avevano suggerito di  classificarli  come “istituzioni globali finanziarie di importanza sistemica” (SIFI).
Lungi dall’essere elemento di instabilità   i fondi pensione contribuiscono alla stabilità del sistema finanziario non solo grazie alla loro orizzonte di lungo termine e per il fatto che le loro scelte di investimento non sono significativamente influenzati da fluttuazioni temporanee dei mercati, anche se alcuni asset manager sembravano “generalizzare o sovrastimare” il rischio che i fondi pensione potrebbero comportare per il sistema finanziario.
Al contrario di altri asset – sono oggetto di ampia vigilanza regolamentare (prudenziale), in base alla Direttiva Europea IORP, e in base alle normative nazionali. Si pensi alla vigilanza della Covip in Italia
L’ EIOPA, l’associazione europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali rileva che il Test Report del 2015 – non evidenzia alcun rischio sistemico.
Al contrario, “sono in grado di mitigare gli shock finanziari e lavorare come un fattore di stabilità per il settore finanziario”, ha detto PensionsEurope.
In termini di rischi di investimento specifici, sono stati respinte le preoccupazioni  di un “potenziale rischio di liquidità” in alcuni tipi di fondi pensione
In relazione all’uso di strumenti derivati, PensionsEurope ha detto: “Vorremmo ribadire che i fondi pensione sono in grado di utilizzare strumenti derivati per coprire i rischi e non per speculare – di conseguenza, il potenziale accumulo di leva finanziaria è limitata.”.
Per quanto riguarda l’uso di attività meno liquide, si raccomanda le autorità dovrebbero  astenersi da un eccessiva regolamentazione sui  fondi pensione, come porre  requisiti per diminuirne la liquidità nei mercati, rendendoli più rigidi.

Un mercato più rigido in tempo di crisi è più rischioso.

A rischio sarebbero soprattutto le società assicurative tedesche e giapponesi.  I fondi italiani, a contribuzione definita sono i più solidi nel panorama internazionale. Ma anch’essi non sfuggono ai rendimenti zero dei titoli pubblici. Per questo hanno fatto incetta dei bond italiani a 50 anni che hanno un rendimento del 2.80%.

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