Dieci Faq sull’Ape

Scritto il alle 09:22 da clinguella@finanza

Non ancora pubblicata in GU la legge di bilancio 2017 è già sotto la lente di ingrandimento degli addetti ai lavori e degli interessati. La parte più “gettonata” è quella relativa all’Ape nelle sue varie versioni. Quando  sarà pubblicata partiranno i termini per l’emanazione dei decreti attuativi, concerti fra i ministeri vigilanti e, infine, circolari applicative dell’INPS. Fortunatamente ( si fa per dire) il governo neo insediato non ha cambiato i protagonisti della vicenda, da Padoan a Poletti e al momento di Nannicini, l’ideologo dell’Ape e Boeri dominus dell’Inps che dovrà porla in pagamento.
Occorreranno molti chiarimenti e precisazioni al fine di evitare infiniti contenziosi che intaseranno tutta l’attività amministrativa, ciò perché nella fretta di varare la legge, sovente le allocuzioni utilizzate sono vaghe ed indefinite, anche se nel linguaggio corrente appaiono molto precise.
Va subito detto che alla lettura delle norme approvate, ci si pongono, fin da ora, alcuni interrogativi.
Due esempi per tutti che  richiederanno puntuali approfondimenti che scateneranno gli esclusi col risultato di creare  nuove tensioni sociali che la legge si proponeva di placare.
Nella legge si fa un generico riferimento “agli addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza”. Questi lavoratori  hanno diritto l’accesso dell’ APE sociale. Chi sono gli addetti, le badanti oppure il personale che opera in case di riposo. E poi come si identifica una badante.

Anche quanti lavorano a turni e appartengono alle professioni infermieristiche ed ostetriche potranno fruire  dell’APE sociale.
Tuttavia la norma fa espresso riferimento a strutture “ospedaliere”.
Senza specificare se vi rientrano le case di cura private (convenzionate o meno) e le RSA.

In attesa dei decreti cerchiamo di dare risposte da prendere con il beneficio di inventario.
Dal florilegio delle domande fattemi  ho estrapolato quelle più significative
1) sarà cura del pensionando girare tra banche e assicurazioni per trovare la più conveniente? se a parità di contributi, retribuzione media settimanale etc…tra due pensionandi il rivolgersi ad una banca o ad un’altra facesse una differenza negli importi sarebbe ciò giusto?
No, il governo farà un accordo con l’Abi e l’Ivass dove verranno stabilite il saggio di interessi, il costo della polizza eccetera. Il richiedente non dovrà fare il giro dell “7 chiese” come si dice fra una banca all’altra o assicurazione. Si rivolgerà direttamente all’Inps o a un patronato
2) ho letto che negli anni di anticipo pensionistico le rate di pensione saranno 12 e non 13. non ci sarà la tredicesima?
No,  il prestito pensionistico e l’Ape sociale sono per dodici mensilità.

3) la pensione vera e propria verrà liquidata all’età pensionabile. quindi con il coefficiente di omogeinizzazione del contributivo, es. uomini, di 66 anni e 7 mesi o di 63 anni età in cui si accede ad ape?
Da quello che mi sembra di capire la pensione si calcola al momento della richiesta di ape con il coefficiente relativo, nell’esempio in questione a 63 anni. Anche perchè successivamente non viene svolta nessuna attività lavorativa

4) si è pensato alla possibilità che un lavoratore potrebbe trovare più conveniente farsi licenziare e al termine della disoccupazione chiedere Ape social e andare in pensione prima senza pagare niente?
La legge stabilisce che ne hanno diritto soggetti in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (anche collettivo) dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale che abbiano concluso integralmente la prestazione per disoccupazione a loro spettante da almeno 3 mesi e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30  anni

5) a chi ci si riferisce quando si parla per ape social di disabili/invalidi con almeno il 74% , visto che questi dovrebbero già essere titolari di pensione e in quanto tali non avere accesso ad ape?
Si ha diritto all’assegno ordinario di invalidità se la capacità lavorativa, a causa di infermità, è ridotta a meno di un terzo. Oltre al suddetto requisito sanitario, occorre che il richiedente possa vantare 5 anni di contribuzione, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

L’assegno di invalidità ha la durata di 3 anni. Allo scadere del termine, tuttavia, si può chiedere riconferma per ulteriori tre anni (se continuano a sussistere le condizioni di invalidità).

A seguito di tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno è automaticamente confermato.

Esso si trasforma in pensione di vecchiaia, al compimento dell’età pensionabile, se si raggiungono i requisiti contributivi richiesti per la pensione di vecchiaia stessa. L’assegno di invalidità resta tale in mancanza dei requisiti richiesti dalla legge ai fini del pensionamento di vecchiaia.
Diversa è la pensione di inabilità che spetta ad un lavoratore privo di qualsiasi capacità lavorativa.

6) se uno chiede ape social perchè assiste un genitore inabile totale e quest’ultimo muore poco tempo dopo che si è diventati pensionati con ape social questo beneficio si perde e si torna al lavoro o si comincia a pagare l’ ape, o entra in campo l’assicurazione?
Questo è da chiarire. Dovrebbe venir meno all’ape sociale, perché non è un prestito, ma una indennità. Per me il requisito deve sussistere alla data della domanda

7) se rientro in una categoria per chiedere Ape social ma ho una pensione superiore al tetto (lordo o netto?) stabilito fino ad un certo importo è gratis con le detrazioni e oltre pago per intero? o non vi accedo ?
L’Indennità APE – compatibile con la percezione di redditi da lavoro dipendente o
parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei redditi derivanti dal lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui – è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento della cessazione della prestazione ma non può, in ogni caso, superare l’importo massimo mensile di 1.500 euro; non è soggetta a rivalutazione ed è erogata per 12 mesi. Sarà possibile, per coloro che hanno diritto all’APE sociale, ottenere un importo della prestazione più elevato (ovviamente se l’importo della pensione maturata lo consente) ed in questo caso, mentre fino a 1.500 euro mensili non vi sarà alcuna restituzione dell’APE sociale, per la quota eccedente i 1.500 euro mensili si calcoleranno gli interessi e la polizza assicurativa come per l’APE volontaria.

8) i lavori usuranti non mandano in pensione prima, anche senza ape?
Il lavoro gravoso non è lavoro usurante, infatti i benefici previdenziali non sono gli stessi: gli usuranti hanno un beneficio previdenziale rafforzato rispetto ai lavoratori impiegati in mansioni gravose in quanto potranno andare in pensione prima. Il beneficio per questi lavoratori consiste nella possibilità di andare in pensione con il sistema delle quote se più favorevole rispetto alle regole di pensionamento introdotte con la Riforma Fornero.
9) con l’aumento nel 2018 dell’età pensionabile a 67 anni si andrà in pensione con ape sempre a 63 anni ,potendo chiedere 4 anni di anticipo anzichè 3, 7 mesi ( i 7 mesi erano in funzione dell’età pensionabile attuale) o dal 2018 si entra in ape a 63 anni e 5 mesi ?
Questo sarà deciso probabilmente dopo il periodo di sperimentazione. Comunque l’adeguamento alla speranza di vita non è stato abrogato.
10) il limite di 700 euro sotto il quale non si può accedere ad ape è la somma di partenza o quella già decurtata dopo l’accesso ad ape? io penso la seconda ipotesi altrimenti avremmo pensioni decurtate per 20 anni per ape inferiori a pensionati al minimo più maggiorazione sociale e quattrordicesima.
I 700 euro si riferiscono all’importo al netto della rata Ape
c.l.

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