Un fondo più grande per i trasporti con la fusione di Priamo e Previlog

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Il disegno di legge sul mercato e la concorrenza varato con gran rullare di grancassa ad aprile 2015 ( fra un pò festeggiamo i due anni), si sarà persa da qualche parte del redivivo Senato. Oltre a tante cose, osteggiate dai settori interessati che vedono scalfite millimetricamente le loro rendite di posizioni, il disegno di legge conteneva una norma con la quale invitava i fondi pensione negoziali, quelli con i sindacati nel Cda per capirci, a fare massa critica mediante processi di fusione. Se i fondi non avessero provveduto in maniera autonoma, si sarebbe proceduto coattivamente.
In attesa che la norma diventi realtà, i fondi già stanno provvedendo in tal senso. Per primi si sono mossi i fondi della cooperazione, Coperlavoro eccetera,  avviando il processo, ora si aggiunge anche il settore dei lavoratori del trasporto.
Recependo l’indirizzo delle fonti istitutive, Previlog, il fondo di previdenza complementare degli addetti al trasporto merci, marittimo ed autoscuole, ha deliberato la confluenza  nel Fondo Priamo, il fondo pensione dei lavoratori  addetti ai servizi di trasporto pubblico e dei settori affini.
La decisione deriva  dalla constatazione che le dimensioni di Prev.i.log, che conta ad oggi circa 9.000 aderenti distribuiti su oltre 1.600 aziende, non consentono al fondo di darsi una struttura organizzativa adeguata e conforme alle disposizioni di legge e agli indirizzi dell’autorità di vigilanza.
I  tentativi compiuti in questi ultimi anni per accrescere il numero di aderenti, non hanno prodotto risultati apprezzabili, nonostante si stimi in circa 100.000 la platea dei lavoratori di potenziale riferimento.
A concorrere a questa decisione è stato anche  un intervento  di Covip nel marzo 2015, che ha evidenziato come, nella situazione data, non ci fossero le condizioni sufficienti e necessarie per proseguire l’attività  anche se la gestione finanziaria del patrimonio del Fondo in questi anni ha avuto rendimenti positivi e del tutto in linea con quelli del sistema dei Fondi negoziali. Oltre che dai bilanci consuntivi, ciò è suffragato dalle risultanze dell’ispezione di COVIP che a questo proposito non ha rilevato nessuna criticità.
La confluenza di Previlog in Priamo va nella direzione auspicata in più riprese anche dal Ministero del Lavoro oltre che dalla Covip, rappresentata dalla necessità di un processo di concentrazione delle forme pensionistiche complementari in modo da ottenere economie di scala e una maggiore efficienza, nell’esclusivo interesse degli aderenti.
Il percorso di confluenza di Prev.i.log in Priamo si realizzerà con una fusione per incorporazione, e si concretizzerà con il trasferimento della gestione dell’intero patrimonio del Fondo e delle posizioni individuali di ciascun iscritto.
Il trasferimento avverrà senza oneri e costi di alcune genere per l’iscritto e nella piena integrità del suo patrimonio e dei suoi diritti nei confronti di Previlog.
Sia nella fase di trasferimento che successivamente, a ciascun associato sono assicurate in totale continuità tutte le condizioni e le disponibilità proprie della Previdenza complementare: contribuzione ordinaria e straordinaria, anticipi, liquidazioni, trasferimento da un comparto gestionale ad un altro, in condizioni di assoluta ordinarietà.
Si ritiene che il percorso di confluenza, che dovrà seguire una serie di procedure, previste dalla normativa sui Fondi negoziali e sottoposte a vigilanza della COVIP, si possa ragionevolmente completare nella prima metà del 2017.
Gli attuali Organi Gestionali di Previlog (Consiglio di amministrazione e Assemblea dei delegati) resteranno in carica fino a conclusione del processo di fusione. In particolare la fusione dovrà essere approvata dall’Assemblea dei Delegati che verrà convocata solo dopo l’approvazione da parte dell’autorità di vigilanza del progetto di fusione, che verrà presentato entro la fine dell’anno.

Camillo Linguella

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