Il nuovo welfare assistenziale e previdenziale

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Il governo ha finalmente varato le misure caratterizzanti le rispettive piattaforme elettorali dei suoi componenti ridisegnando quegli aspetti che in effetti più avevano bisogno di una riscrittura e che complice anche la crisi degli ultimi anni erano stati depotenziati. Intenzioni positive e condivisibili ed i sindacati unitariamente avevano chiesto al presidente del Consiglio di essere ascoltati prima dell’emanazione di un atto così importante.  ( Vedi slide del Governo)
In attesa di un esame più approfondito si forniscono alcune immediate considerazioni. La prima che si conferma la disparità di trattamento fra i lavoratori del settore pubblico con quello privato. Gli stessi istituti applicati a soggetti diversi, hanno modalità differenti.
Finalmente viene introdotto il reddito di cittadinanza che assorbe in sostanza il REI lo amplia e lo modifica direzionandolo verso l’avvio al lavoro. Sorvolando tutte le difficoltà gestionali ed applicative a partire dai centri dell’impiego e tutto il resto, vedremo se riesce a conseguire lo scopo di abolire la povertà e rilanciare il lavoro.
Per le pensioni, il reddito di cittadinanza diventa pensione cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno più di 65 anni in condizione di povertà ed avere un reddito familiare inferiore a 7.560 euro annui. Detta pensione potrà essere i integrativa rispetto ai redditi che ha la famiglia.Naturalmentetutto può essere migliorato però sembra che il Reddito di Cittadinanza proposto dal Governo rovescia l’impostazione del Reddito di Inclusione -che viene superato divenendo una misura prevalentemente lavoristica, non considerando la povertà come una condizione complessa e derivante da molti fattori  cui rispondere con  interventi diversificati.Il ReI, anche se stanziava risorse infinitamente inferiori, attribuiva un ruolo prioritario aai Comuni che attivavano i progetti di inclusione personalizzato per il nucleo beneficiario di cui l’attivazione lavorativa era una componente, valorizzando, inoltre, il ruolo di programmazione delle Regioni etutta l’impostazione del sistema stabilito dalla legge 328/2000, la cui  impostazione viene smantellata da questo provvedimento.
Il decreto considera come prioritaria la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro per tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare, utilizzando risorse destinate al contrasto alla povertà per erogare incentivi alle imprese nel caso di assunzione .In merito a quanto previsto in termini di offerta congrua, i termini di congruità non possono essere solo quelli chilometrici, in quanto ben altri risultano essere i criteri quali, la
coerenza con le esperienze maturate, la tipologia e la durata del contratto proposto, la retribuzione offerta.
Quota 100
Per il triennio 201921 in via sperimentale si potrà andare in pensione anticipata con 62 anni di età e almeno 38 di contributi. Ma il requisito dell’età sarà adeguato agli incrementi della speranza di vita. La pensione con Quota 100 non è cumulabile con altri lavori fino al raggiungimento del requisito di età per avere la pensione di vecchiaia ( ora 67 anni) con i redditi fino ad un massimo di 5.000 euro annui. Si andrà in pensione tre mesi dopo la maturazione dei requisiti se lavoratori privati e sei mesi se pubblici. La prima finestra per i privati è aprile 2019 mentre la prima per i pubblici è agosto 2019. I dipendenti pubblici dovranno dare un preavviso di almeno sei mesi.
La c.d pace contributiva: massimo cinque anni
Per il triennio 2019-21 in via sperimentale si potranno riscattare in tutto o in parte i periodi non coperti da contribuzione per i quali non sussista obbligo contributivo (come ad esempio il congedo parentale facoltativo). Sarà possibile solo per chi ha cominciato a lavorare dal 1996. Questa facoltà è esercitabile per un periodo non superiore a cinque anni anche non continuativi. L’onere sarà detraibile dall’imposta lorda per il 50%. Il versamento dell’onere potrà essere fatto con un’unica soluzione o al massimo in 60 rate mensili.
Sono state prorogate l’opzione donna e l’ape sociale mentre è stato abrogato l’incremento dell’età pensionabile per le pensioni anticipate ed i lavoratori precoci di 5 mesi, ma poiché viene introdotta una finestra di tre mesi, il beneficio si riduce solamente a 2 mesi.

Pubblica amministrazione
La prescrizione dei contributi previdenziale per i pubblici dipendenti decorrerà dal 1.1.2022.
Esclusione opzionale del massimale contributivo
Per i lavoratori si scrivono a decorrere dal 1° gennaio 1996 a forme pensionistiche, è stabilito un massimale annuo della base contributiva. Questa misura massima viene annualmente rivalutata. Per l’anno 2018 il massimale contributivo è stato pari a € 101.427,00. Per i lavoratori delle Pubbliche amministrazioni che prestano lavoro in settori senza la previdenza complementare, a domanda possono essere esclusi da tale massimale, così pagheranno tutti i contributi tali da maturare una pensione c..d. d’oro ed avere un taglio al momento del pensionamento. Sarebbe meglio istituire la previdenza complementare anche per questi settori.

Termini di pagamento del Tfr/tfs convenzioni con banche per anticipo tfr
Niente di definito in merito ai termini di pagamento del TFR/TFS ai dipendenti pubblici che andranno in pensione con quota 100, in pensionamento anticipato o di vecchiaia., il tutto verrebbe disciplinato con un apposito DPCM.

Secondo un twitter  dalla ministra della Funzione Pubblica  “Dopo anni di lunghe attese, finalmente i dipendenti pubblici – ‘quotisti’ e non – che andranno in pensione avranno subito 30mila euro di Tfr/Tfs, con interessi al 95% a carico dello Stato. Lavoreremo per aumentare cifra, fino a 40-45mila euro. Un risultato storico!”.Ma non specifica cosa succederà con le restanti quote.

 

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