Il cumulo pensionistico e quota 100

Scritto il alle 08:30 da [email protected]

Molti lavoratori hanno un sogno, quello di cambiare lavoro, smettere di lavorare dal posto dove sono impiegati, mettersi al sicuro con la pensione e cercare di svolgere un’attività più gratificante rispetto alle proprie ambizioni. Non sempre si lascia il lavoro perché usurati, perchè stanchi di farlo, ma perché magari si svolgono lavori poco soddisfacenti  rispetto alle proprie inclinazioni o addirittura al titolo di studio posseduto. Così il laureato in architettura che ha fatto il travet in un ufficio pubblico, sogna di fare altro, dalla progettazione di un edificio ardito a cercare di aprire uno studio, fare il consulente, inventarsi qualcosa, oltre naturalmente  ad uno sbocco sempre più in aumento di fare il volontario in una ONG. Con le regole vigenti  per tutte le fattispecie pensionistiche diverse da quota 100 è possibile cumulare la pensione con il reddito da lavoro.. Prima no, prima del 2009 vigeva il divieto di cumulo fra reddito e pensione, abolito con il decreto legge 112/2008. Il divieto rimane  sui trattamenti pensionistici di invalidità e sulle prestazioni ai superstiti, quelle di riversibilità per intenderci. In questo c’era stato un dibattito, mai più ripreso, . di abolire il divieto di cumulo o quanto meno rimodulare le percentuali di abbattimento per venire maggiormente incontro al coniuge superstite in quanto le spese non rempre si riducono automaticamente. Per esempio chi ha in corso il pagmento di un mutuo deve pagare sempre lo stesso importo. Anzi quando si parla di pensione di riversibilità se ne diuscute solo per modificarle in peggio.
Il decreto che introduce quota 100 ripristina finestre e finestrelle, solo per racimolare qualche euro di risparmio, un’inezia rispetto alla montagna dei miliardi necessari per le due misure monstre, mentre la legge Fornero in questo almeno aveva fatto chiarezza facendo piazza pulita delle cosiddette finestre che altro non sono che un modo surrettizio di aumento dell’età pensionabile. Senza finestre ogni pensionato sa che raggiunti i requisiti, mettendosi in pensione  riscuote l’assegno il mese successivo. Magari materialmente qualche mese dopo, ma questo dipende spesso dai ritardi burocratici.
Quota 100 oltre a istituire delle finestre trimestrali ha previsto anche il divieto di cumulo tranne che per chi svolgerà lavoretti occasionali. Su questo divieto si è aperto un dibattito che vede in prima fila il coordinatore di Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla, considerato vicino a Salvini, ma dopo le ultime dichiarazioni la distanza sarà diventata siderale.
Il divieto di cumulo è “una decisione avvilente, umiliante per quei tanti ‘maturi’ che vorrebbero, come accade ormai nel resto delle economie avanzate, sostegni e non ostacoli all’invecchiamento attivo, magari facendo un lavoro diverso che piace di più e che genera beneficio fisico e psicologico” dice Brambilla. “E così il Governo Renzi, prima (con la legge Madia che esclude i pensionati dalla vita attiva pubblica), e il Governo Conte, adesso, decretano che l’Italia è tanto ricca e ha così tanta occupazione da poter fare a meno di quasi un terzo della popolazione”..
Ci avrà anche un pizzico di ragione Brambilla, perché lavori non in nero oltretutto  significano contributi all’Inps e irpef all’erario.
Tuttavia si sono almeno alcuni aspetti non banali da tenere in considerazione Certamente l’obiezione più frequente sul divieto di cumulo è che questa misura favorisce il lavoro nero, come facilmente afferma Brambilla. In un paese corretto e un servizio ispettivo funzionante come è nelle intenzioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro ( INL) non ci dovrebbe essere lavoro nero se non nell’ambito di quello “statisticamente incomprimibile” di pochi decimi di percentuale dall’1 al 5%. Invece secondo dati Istat, nel 2016, l’economia non osservata (sommerso economico e attività illegali) vale circa 210 miliardi di euro, pari al 12,4% del Pil. Il valore aggiunto generato dall’economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro, quello connesso alle attività illegali (incluso l’indotto) a circa 18 miliardi, il 37,2% è riferibile all’impiego di lavoro irregolare.
Ma se si avesse questa capacità d controllo e di “estirpazione”, non avremmo neppure il massiccio fenomeno dell’evasione fiscale e probabilmente non staremmo neppure in recessione tecnica, ma avremmo un Pil da far invidia ai cinesi.
Andiamo invece a vedere la ratio della quota 100 ed il conseguente divieto di cumulo . Quota 100 nasce come esigenza di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro dopo l’incapsulamento dei dipendenti al raggiungimento di un’età pensionabile ritenuta molto alta, attualmente 67 anni.
La pressione che veniva e viene, specie per quanto riguarda alcune specifiche mansioni, professioni, categorie e/o mestieri, si fonda per la maggior parte sull’assunto ( assunto in filosofia significa un concetto vero di per sé, che non ha bisogno di dimostrazione) che l’età legale di pensionamento è psicofisicamente troppo onerosa, banalmente “non ci si fa a raggiungerla” sempre sfuggente oltretutto, perché si sposta in avanti ogni due anni. Insomma basta con il lavoro quanto prima possibile. Conseguenza ovvia è l’abbandono di ogni pensieroper  una qualsiasi attività lavorativa che riproponga in quanto a ritmi, orari e gerarchie il modello da cui si era fuggito. Ne discende di conseguenza che neppure ci sarebbe dovuto essere un esplicito divieto di cumulo, in quanto implicito nel momento stesso in cui si chiede di accedere al pensionamento anticipato pur avendo la consapevolezza che anni di lavoro in meno significa pensione più bassa.
Questo ragionamento probabilmente vale per la generalità, ma non la totalità dei richiedenti come abbiamo detto sopra. C’è una fetta, non stimabile in termini numerici, un dieci, forse venti per cento, che invece non vuole passare il tempo nei giardinetti, a fare la spesa o accompagnare i nipoti a scuola. Oppure vogliono approfittare dell’occasione offerta da quota 100 perché con i tempi che corrono non si sa come andrà a finire con le pensioni e pensano che è meglio intanto garantirsi un quid certo, anche perché si comincia a capire che la pensione di cittadinanza non è un’integrazione ala pensionel maturata se inferiore a 780 euro, ma è è un’altra cosa, è il rdc ( reddito di cittadinanza) che cambia il nome quando in un nucleo familiare c’è una persona di 67 anni ed il reddito del nucleo risponde ai  requisiti richiesti.

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Il cumulo pensionistico e quota 100, 10.0 out of 10 based on 1 rating
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Analisi Tecnica Direi che ormai ci siano al test dei 22300 anche se non sono sicuro che andremo a
Stoxx Giornaliero Buon inizio di settimana a tutti, riprendiamo il nostro appuntamento settim
Se il quadro non vi è chiaro, ve lo spiego per l’ennesima volta, poi ovviamente continuerà a
T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. yy)[Base
T-1 [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 [3-5 Giorni] (h. yy)[Base Dati: 15 minuti]
Velocità T-2 / T-1 / T / T+1 [Base Dati: 15 minuti] Velocità T-2 / T-1 / T / T+1[Base Dati:
La notizia ormai la sapete tutti, quello che cercheremo di comprendere insieme è le ripercussio
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
La BCE ha fatto il suo. Ora però i governi devono fare la loro parte. L'attacco alla resistenza d
Ftse Mib: dopo aver infranto in gap up la resistenza di medio termine importante in area 21.500 pun