I controllori del risparmio previdenziale

Scritto il alle 08:47 da clinguella@finanza

La previdenza complementare è sostanzialmente risparmio previdenziale con il quale i lavoratori dipendenti o autonomi mettono da parte periodicamente una quota dei loro redditi af fine di ottenere, al momento del pensionamento una rendita integrativa della pensione pubblica, in modo da poter affrontare relativamente senza angoscia la terza età.. Nella maggior parte dei casi si tratta di conferire alla forma pensionistica prescelta il proprio contributo, il contributo del datore di lavoro e le quote del tfr che maturano dal momento dell’adesione in poi. Queste risorse vengono investite sui mercati finanziari al fine di ottenere dei rendimenti che possano andare ad incrementare la rendita finale. Qui scattaqno le diffidenza dei potenziali aderenti che hanno paura di perdere i loro risparmi ed invece di avere una pensione incrementata, pensano che potrebbero addirittura perdere il loro trattamento di fine rapporto. Invece su questo tipo di risparmio c’è una fitta rete di garanzie fatta di specifici controlli.
Al momento degli investimenti  scattano le tutele per l’aderente, infatti le forme pensionistiche complementari nell’investire i contributi degli iscritti devono essere molto prudenti rispettando i criteri fissati dalla legge ( D.M. 166/2014), che tengono conto della finalità previdenziale dell’investimento. Gli investimenti pertanto devono essere adeguatamente diversificati e  sono anche  previsti limiti quantitativi all’acquisto di determinati strumenti finanziari ritenuti più rischiosi.
Nei fondi pensione negoziali, la gestione degli investimenti è affidata a specifici gestori finanziari,  operatori professionali (banca, SGR, SIM, impresa di assicurazione) in possesso  di criteri ben definiti.
Nei fondi pensione aperti e nei piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP), gli investimenti sono gestiti idi norma,  direttamente dalla stessa società che ha istituito il fondo aperto o il PIP. Le risorse dei fondi pensione aperti e dei PIP costituiscono patrimonio autonomo e separato rispetto a quello della società.
I fondi pensione preesistenti possono gestire le proprie risorse finanziarie direttamente oppure affidandole a operatori professionali.
Le risorse affidate in gestione sono versate in un istituto di credito, la banca depositaria che ha anche il compito di verificare che le operazioni effettuate dal gestore siano conformi alla legge e a quanto stabilito nello Statuto o nel Regolamento del fondo pensione complementare.
Poi ci sono i controlli interni del fondo effettuati da:
Collegio dei sindaci
Responsabile del Fondo
Responsabile del Controllo Interno.
Poi ci sono ulteriori controlli esterni, il più importante e rilevante è quello esercitato dalla Covip, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione – è l’organo di controllo dei fondi pensione. La forte rilevanza sociale del risparmio previdenziale, anche per il rischio di povertà che dalla sua inadeguatezza può derivare, attribuisce una caratterizzazione sociale all’azione di vigilanza (e di regolazione) che la COVIP svolge nei confronti del sistema della previdenza complementare.
Poi in merito all’attività delle banche depositarie, dei gestori finanziari e delle società di assicurazioni vigilano rispettivamente la Banca d’Italia, Ivass e Consob.

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