Rischi climatici: le banche centrali per interventi urgenti ed i Fondi pensione d’accordo

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Un gruppo internazionale di banche centrali e autorità di vigilanza finanziaria hanno chiesto l’implementazione di un quadro standardizzato informativo a livello mondiale  sui mutamenti climatici per evitare le ricadute anche a livello finanziario, sollecitando l’intervento dei governi e della politica.
Secondo IPE.com, le banche proponenti cercano di far valere il loro peso sul lavoro che sta portando avanti la task force sulle informazioni finanziarie relative ai cambiamenti climatici (TCFD – Task Force on Climate Related Financial Disclosures), perchèche le loro raccomandazioni sono da prendere in seria considerazione.
La mancanza di un quadro standardizzato globale sull’informativa sul clima ha impedito finora “la corretta valutazione globale e coerente dei rischi climatici a livello di impresa, nonché l’analisi dei rischi di stabilità finanziaria”.
Sebbene ci fosse “un significativo livello di consapevolezza” delle raccomandazioni della TCFD e un crescente sostegno da parte del settore privato, è necessario l’intervento dei responsabili politici e governativi che in molti caso manifestano un aperto scetticismo.

Un aiuto viene da NGFS – NATURAL GAS FUELING SOLUTIONS (ngfs.com) che fornisce informazioni complete al fine di valutare, sviluppare e implementare soluzioni aziendali per la transizione verso combustibili più puliti. “Il NGFS ritiene che la divulgazione delle informazioni relative al clima e una maggiore disciplina di mercato non possano emergere abbastanza rapidamente senza l’intervento dei responsabili delle politiche o delle autorità di vigilanza.
Lanciata a dicembre 2017, la rete per l’ecologizzazione del sistema finanziario (NGFS) è cresciuta rapidamente e attualmente riunisce 36 banche centrali e autorità di vigilanza di tutti e cinque i continenti. Rappresenta i due terzi delle banche e degli assicuratori di rilevanza sistemica a livello globale.
L’invito all’azione su un quadro di divulgazione è una delle sei raccomandazioni discusse la scorsa settimana durante una assemblea plenaria dei membri. Analizzare i rischi finanziari che si affrontano attraverso il cambiamento climatico è molto difficile, senza precedenti e molto urgente.
Frank Elderson, direttore esecutivo della supervisione presso la banca centrale olandese e presidente del NGFS, ha dichiarato: “I rischi finanziari che affrontiamo con i cambiamenti climatici sono analiticamente difficili, senza precedenti e tuttavia molto urgenti. Con l’emissione di queste raccomandazioni, i membri del NGFS dimostrano una leadership collettiva che si tradurrà in azioni per promuovere un sistema finanziario più verde in tutti i paesi “.
E’ indispensabile passare dall’energia inquinante a quella verde. Il NGFS ha chiesto lo sviluppo di un sistema trasparente per classificare l’eco-compatibilità delle attività economiche, necessario per poter approfondire il lavoro di analisi sui rischi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici.
Tale classificazione dovrebbe riguardare i “prodotti verdi, non verdi, marroni e non marroni”. Aiuterà a valutare il profilo di rischio di questi diversi tipi di attività e, “come qualsiasi altro investitore, le banche centrali beneficeranno di queste tassonomie quando attuano strategie di investimento sostenibili”. Sebbene la definizione di un prodotto “marrone” dipenda dalla classificazione adottata, in generale “marrone” può essere inteso come riferentesi a prodotti o attività che non sono ecologici o che non contribuiscono al raggiungimento di determinati obiettivi ambientali.
Il NGFS ha smesso di chiedere l’implementazione globale di una classificazione (tassonomia) fatta per legge, perchè lo spazio per un tale sistema globale è “limitato”, ma possono esistere modelli che garantiscono comparabilità e coerenza tra diverse classificazioni.
Secondo le banche centrali, le autorità cinesi dovrebbero rilasciare quest’anno una versione aggiornata della classificazione dei bond verdi del paese. Nell’UE, le istituzioni che si occupano della legislazione si stanno attrezzando per negoziare la versione finale della proposta di classificazione avanzata dalla Commissione europea l’anno scorso mentre all’interno del Consiglio UE si stanno svolgendo lavori a livello tecnico per aiutare gli Stati membri a raggiungere una posizione comune.
Lo stesso NGFS stava progettando di sviluppare un manuale sulla gestione del rischio legato al clima e all’ambiente ad uso delle autorità di vigilanza e istituzioni finanziarie, linee guida volontarie sull’analisi dei rischi. Questo avrà delle ricadute sugli investitori istituzionali, in particolare i fondi pensione che sono d’accordo su queste scelte perchè già ta tempo sono impegnati negli investimenti ESG che riguardano per la massima parte proprio gli investimenti che non hanno impatti negativi sull’ambiente e vhe comparativamente dovrebbero assicurare anche rendimenti più elevati.

Camillo Linguella

 

 

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