I dipendenti vogliono il welfare aziendale: buoni pasto, asilo nido ecc…

Scritto il alle 09:08 da [email protected]

E’ stato pubblicato la settimana scorsa la quarta edizione del Welfare Index PMI 2019, promosso da Generali Italia con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni), che ha analizzato il livello di welfare in 4.561 piccole e medie imprese italiane superando così nei quattro anni le 15 mila interviste.

Welfare Index PMI ha monitorato le iniziative in dodici aree: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita e lavoro, sostegno economico, formazione, sostegno all’istruzione di figli e familiari, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alle comunità.

Le imprese che hanno capito che sviluppare il welfare aziendale è un progetto strategico che coinvolgendo i dipendenti, è più facile conseguire i target imprenditoriali ed è totalmente finanziato dal budget per le spese delle risorse umane. Raramente si tratta di somme aggiuntive reperite dopo approvazione degli utili societari e nell’ambito di questi. Insomma si tratta di costi contrattuali che invece di essere brutalmente monetizzati, sono distribuiti in altro modo con vantaggi reciproci per le imprese e per i dipendenti, perché con gli sgravi fiscali in essere, si diminuisce un poco il cosiddetto cuneo fiscale.
Gli imprenditori così attivando una strategia coerente e prolungata nel tempo, per il benessere e la soddisfazione dei loro dipendenti e delle loro famiglie, poi riscontrano un impatto positivo sulla produttività e anche sulla comunità e sono sempre più consapevoli che benessere sociale e risultati di business crescono di pari passo.
La quarta edizione del Welfare Index PMI testimonia il livello di maturità raggiunto da un consistente numero di imprese anche perchè nel 2016 è stata varata una specifica normativa che potenziava gli incentivi fiscali al welfare aziendale e li estendeva a una gamma molto vasta di iniziative e servizi attuabili dalle imprese a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie. Sino ad allora l’espressione welfare aziendale era sconosciuta o poco utilizzata. Il welfare integrativo nel mondo del lavoro si riferiva esclusivamente alla previdenza e sanità complementare, i fondi pensione e i fondi sanitari, istituiti dai contratti nazionali. Un’altra espressione diffusa era employee benefit: i benefici previsti dalle singole aziende per i propri dipendenti, presenti come componente del sistema premiante, quasi esclusivamente nelle imprese di grande dimensione o solo per alcune categorie di manager e lavoratori qualificati. Il welfare aziendale è qualcosa di molto più ampio tanto nella platea quanto nell’oggetto delle prestazioni: si rivolge a intere popolazioni aziendali e alle loro famiglie, su un range vastissimo di bisogni.


Oggi quasi il 20% delle imprese di tutti i settori hanno sviluppato politiche di welfare articolate in numerose aree. Favorite dalle nuove disposizioni di legge, le imprese hanno dato una risposta consistente. Per misurare l’ampiezza consideriamo il numero di aree, sulle 12 individuate, le imprese definite “attive”, cioè con iniziative in almeno 4 aree, nel 2016 erano il 25,5%; oggi sono il 45,9%. Ancor più significativa è la crescita delle imprese “molto attive”, cioè con iniziative in almeno sei aree: sono quasi triplicate, passando dal 7,2% nel 2016 al 19,6% nel 2019. Il vero salto è avvenuto nell’ultimo anno, con una crescita delle imprese molto attive dal 14,4% al 19,6% (+36%).Ciò che più conta è che il welfare aziendale in questi anni è riuscito a rompere la barriera dimensionale, diffondendosi anche nelle piccole imprese. L’ indagine ha esaminato un ampio universo di imprese di tutti i settori, suddivise in quattro classi: microimprese (fino a 10 addetti), piccole (da 10 a 50), medie (da 51 a 250) e medio-grandi (da 251 a 1.000 addetti). Ovviamente le più grandi restano avvantaggiate, con una quota di imprese molto attive del 71%, ben superiore a tutti gli altri segmenti. Ma nelle imprese di piccola e media dimensione la crescita è stata particolarmente veloce, e in questi tre anni la quota delle molto attive è più che raddoppiata. Nelle microimprese: dal 6,8% nel 2017 (nel 2016 non avevamo rilevato il dato) all’attuale 12,2%. Nelle piccole: dall’11% nel 2016 al 24,8% di oggi. Nelle medie imprese: dal 20,8% nel 2016 al 45,3% di oggi, con un aumento particolarmente sostenuto nell’ultimo anno.
La sfida sostanzialmente si concentra sulla diffusione del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese, e se ne comprende la ragione se consideriamo la struttura del sistema produttivo italiano, nel quale le grandi realtà con più di mille addetti sono solamente 750. Welfare Index PMI si rivolge alle aziende che costituiscono la struttura portante del sistema: le 652 mila PMI da 6 a 1.000 addetti, la gran parte delle quali, più di 620 mila, sono piccole imprese, inferiori a 50 addetti.
Sicurezza e prevenzione, sanità integrativa e previdenza integrativa sono le aree più classiche del welfare, fortemente regolate dalle leggi e dai contratti. Queste aree, tra le più rilevanti per tasso di iniziativa, mantengono un elevato trend di crescita. Le polizze per la protezione dei dipendenti (principalmente assicurazioni contro gli infortuni e sulla vita) e le iniziative di sostegno economico (dai pasti ai trasporti, dalle facilitazioni per gli alloggi ai sostegni per il credito…) sono le aree più mature e consolidate, con tassi di iniziativa molto rilevanti e un andamento stabile.
Le aree della conciliazione vita e lavoro e della formazione ai dipendenti, sono anch’esse molto rilevanti. Sono gli ambiti di maggiore crescita per la spinta delle imprese e della contrattazione aziendale alla ricerca di modelli più flessibili di organizzazione del lavoro, di sostegni alla genitorialità e alla cura dei figli, e per l’impegno a sostenere con la formazione la qualificazione delle risorse aziendali. La formazione è l’area con il maggior tasso di iniziativa aziendale autonoma, e inoltre è indicata dalle imprese come prioritaria per lo sviluppo futuro.
Un ulteriore gruppo è costituito da aree “non mature”, con tassi di iniziativa non elevati ma in forte crescita: i servizi di assistenza (attività di prevenzione, sportelli medici, assistenza agli anziani…), il sostegno ai soggetti deboli e l’integrazione sociale (di particolare importanza nelle aree di forte immigrazione), il welfare allargato alla comunità (un ventaglio molto ampio di progetti nel territorio e di servizi aperti all’utenza esterna). Infine le aree con i tassi di iniziativa più limitati e che faticano a crescere: la cultura e il tempo libero, il sostegno all’istruzione dei figli. In questi anni il welfare aziendale si è affermato come uno dei temi più importanti nella negoziazione sindacale a tutti i livelli, da quella collettiva nazionale a quella integrativa, locale e aziendale. Possiamo considerare del tutto superata la barriera che sino a pochi anni fa separava il welfare complementare collettivo, oggetto dei contratti nazionali di categoria (i quali hanno istituito i fondi bilaterali per la gestione della previdenza e della sanità integrativa) dal welfare aziendale.
La contrattazione di secondo livello, quella aziendale, raggiunge le piccole imprese in modo molto limitati. La media delle PMI è molto bassa: 6,6%. A questa quota si aggiunge un 5,4% di realtà che applicano contratti integrativi aziendali o territoriali.

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
2 commenti Commenta
Sa10
Scritto il 30 aprile 2019 at 18:25

Salve sig.Camillo e grazie per l’articolo.
Volevo chiederle se è possibile sapere se la mia azienda. circa 500-600 dipendenti aderisce a qualche “welfare aziendale”, chiedendo all’ufficio del personale fanno sempre la “negativa” il chè mi fà pensare che sia una cosa per pochi “eletti”. Esiste un modo dove “scovare” se ci sono agevolazioni sanitarie e/o altro nella mia azienda senza passare dall’ufficio del personale? Tengo a precisare che non siamo sindacalizzati e faccio parte del CCNL Terziario-Commercio…grazie e buon 1°Maggio

clinguella
Scritto il 5 maggio 2019 at 13:20

In merito al suo quesito sul welfare aziendale, i contratti nazionali di riferimento lo prevedono.
Il ccnl TDS ( Turismo, distribuzione, Servizi) CONFCOMMERCIO firmato da Cgil Cisl Uil valevole per il 2015/18 ed in corso di rinnovo prevede espressamente, come anche il CCNL firmato più di recente dalla Confip il 7/9/2018 contiene articoli sul welfare ( vedi articoli 179 e 180).
In linea generale le previsioni contrattuali in materia contengono una facoltà ed una possibilità, ma non necessariamente un obbligo.
La definizione del welfare aziendale è demandata quindi alla contrattazione di secondo livello, cioè ai contratti integrativi delle singole imprese ed alle loro rappresentanze sindacali. Sono queste in sostanza che si devono fare interpreti delle esigenze del personale, nel quadro complessivo di sostenibilità finanziaria aziendale.
Con cordialità Camillo Linguella
si allega il link per il CCNL :
http://www2.filcams.cgil.it/info.nsf/0/0EC48AA587435A7FC12583A1005AA066/$file/Sintesi_CCNL_TDS_Confcommercio_2015_2018.pdf?OpenElement

Articoli dal Network
Guest post: Trading Room #328. E' bastato il rumors sulla potenziale crisi di governo e l'indice F
Ftse Mib: l'indice italiano ha chiuso venerdì una seduta in forte calo con volumi anche in incremen
All’iniziativa “Giovani e pensioni, rivolti al futuro”, tenutasi il 19 luglio scorso dal sinda
Analisi Tecnica La shooting star della scorsa settimana con l'ipercomprato sono stati i segnali di
Stoxx Giornaliero Buona domenica a tutti, anche questa volta la regola non scritta, del binom
DJI Giornaliero Buona domenica a tutti, riprendiamo il nostro appuntamento mensile che rigua
T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. yy)[Base
T-1 [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 [3-5 Giorni] (h. yy)[Base Dati: 15 minuti]
Velocità T-2 / T-1 / T / T+1 [Base Dati: 15 minuti] Velocità T-2 / T-1 / T / T+1[Base Dati:
La prossima settimana sarà quella del meeting FOMC. Un meeting dove il mercato si aspetta ormai