Elezioni Ue: Quale politica europea per le pensioni?

Scritto il alle 08:47 da clinguella@finanza

Ci avviciniamo a marce forzate verso le elezioni del nuovo Parlamento europeo. Non tutti hanno chiaro i compiti e le competenze,  molti sono convinti che è una specie di matrigna che tratta male alcuni paesi a vantaggio di altri, ma bisogna dire che negli ultimi tempi, è un po’ cambiato il registro sui temi di fondo, nessuno parla più di uscire dalla Comunità e tanto meno dall’euro, ma nessuna delle forze politiche in competizioni per un seggio, oltretutto remuneratissimo, ci dice che cosa vuole fare per esempio sulla difesa comune, sulle tasse, sui diritti sociali, sul governo dell’immigrazione e via di seguito. In genere non è chiara quale proposta di riforma i partiti fanno sull’Europa nel suo complesso, tranne i generici slogan che abbiamo sentito in tutti questi anni, un po’ rinforzati ora in occasione della campagna elettorale.
Ed è ancora più strano che in piena campagna elettorale nessuno programma specifico viene portato avanti sul lavoro e sulle pensioni. Temi che non sono certamente secondari.
Non esiste un sistema pensionistico unico europeo. Basti pensare che non esiste neppure in Italia, dove alcune categorie per motivi storici o per specificità particolari, hanno regole diverse. Di conseguenza è stata messa in campo una politica di armonizzazione che si fonda su alcuni punti fermi: sostenibilità ( cioè capacità del sistema pensionistico di pagare le rendite), adeguatezza ( cioè capacità delle rendite pensionistiche di assicurare una vita libera dal bisogno economico), risparmio previdenziale ( per assicurare sia l’adeguatezza che la sostenibilità.
Nessuno ha preso una posizione sui Pepp o sulla Iorp2, ammesso che i candidati al parlamento europeo sanno di che cosa si tratta.

Secondo il rapporto della Commissione Europea del 2018 attualmente nell’UE circa 17,3 milioni di persone sopra i 65 anni), vale a dire il 18,2% della popolazione sono a rischio di povertà o di esclusione sociale con differenze notevoli tra i vari paesi. Ad esempio le pensioni delle donne sono ancora del 37% inferiori a quelle degli uomini a causa di retribuzioni più basse e di una vita lavorativa più breve. Lo stesso vale per i lavoratori atipici e quelli autonomi. Il rischio di povertà è anche dovuto alla diminuzione del valore delle pensioni nel corso degli anni, poco o nulla rivalutate.
Per garantire l’adeguatezza e la sostenibilità delle pensioni attuali e future, tutte le riforme in materia si sono basate sull’allungamento dell’età pensionabile, legata alla crescente aspettativa di vita: Come principio non c’è nulla da eccepire, ma questa misura non può essere uguale per tutti, perché devono valere le diversità dei lavori, cui corrispondono diverse speranze di vita e per incoraggiare il proseguimento del lavoro si devono dare consistenti li incentivi fiscali.
Si devono proporre politiche di riduzione delle differenze previdenziali uomo/donna
attuando le pari opportunità, ad esempio promuovendo l’equilibrio tra vita professionale e vita privata e un’equa distribuzione delle responsabilità familiari.
Infine, è importante anche continuare ad estendere la copertura pensionistica alle persone impiegate in forme di occupazione atipiche o ai lavoratori autonomi e incentivarla previdenza complementare. Pertanto occorre rendere operativi la Iorp 2 ed i Pepp i neo strumenti che favoriscono il risparmio previdenziale.
Sulla GU del 17 gennaio 2019, n. 14, è stato pubblicato il decreto legislativo 13 dicembre 2018, n. 147, di recepimento della Direttiva UE 2016/2341, relativa all’attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (c.d. “Direttiva IORP II”).
La direttiva è ora operativa anche in Italia con lo scopo di rilanciare la pensione complementare in ambito europeo.

I Pepp ( Pan European Personal Pension ) sono una versione europea dei Pip, i nostri Piani pensionistici individuali. Costituiscono una nuova forma di previdenza integrativa volontaria, una nuova opzione di risparmio pensionistico per offrire ai lavoratori più possibilità di scelta immettendo sul mercato europeo prodotti più competitivi. Può essere offerto da una vasta gamma di società finanziarie come compagnie assicurative, banche, fondi pensione professionali, società di investimento e gestori patrimoniali.
La cosa fondamentale è la standardizzazione delle caratteristiche principali, quali requisiti di trasparenza, norme sugli investimenti, trasferimento e portabilità. I Pepp si aggiungono ai piani pensionistici esistenti, siano fondi professionali o aziendali.

Camillo Linguella

 

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