Covip: Occorre il regolamento sulle politiche di investimento

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M. Padula – Presidente Covip

Il 7 maggio 2019 c’è stata l’audizione del presidente della Covip Mario Padula sulle politiche di investimento dei fondi pensione e delle casse professionali davanti alla Commissione Parlamentare sugli enti di previdenza e assistenza sociale.
Nel quadro del sistema previdenziale italiano, strutturato secondo un modello di Welfare cui partecipano sia soggetti pubblici che privati, i Fondi pensione e le Casse professionali svolgono funzioni essenziali sulle pensioni: gli uni integrando, le altre sostituendo prevalentemente l’Assicurazione Generale Obbligatoria dell’Inps.
Su di essi la Covip effettua un’attività di controllo.

Il complessivo risparmio previdenziale sul quale l’Autorità vigila supera i 250 miliardi di euro e riguarda circa dieci milioni di soggetti tra iscritti e pensionati.
Più precisamente, per quanto attiene alla previdenza complementare, agli oltre 400 Fondi pensione in operatività (tra fondi negoziali, fondi preesistenti, fondi aperti e piani individuali pensionistici – PIP) fanno capo circa 8 milioni di iscritti per un patrimonio complessivo di 167 miliardi di euro.
Le 20 Casse professionali private dispongono invece di oltre 85 miliardi di euro di patrimonio, a fronte di oltre 2 milioni di iscritti.
In tale contesto i compiti della Covip sono differenti. Nell’ambito della previdenza complementare, la COVIP è l’unica Autorità di vigilanza e concorre all’ordinato sviluppo del settore a tutela di iscritti e beneficiari.
Annualmente essa fornisce un quadro completo  sulla complementare con una apposita Relazione, attualmente in corso di redazione per la presentazione nel prossimo mese di giugno.
Con riguardo alle Casse professionali, invece, l’azione della COVIP si inserisce in un sistema di vigilanza che coinvolge altre Istituzioni. In tale ambito, la sua funzione si focalizza prevalentemente sul controllo sulla gestione finanziaria degli enti e sulla relativa composizione dei patrimoni e poi riferisce ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia gli esiti dei controlli, per le valutazioni e le iniziative di competenza degli stessi.
Le modalità concrete sono affidate ad un Regolamento. che doveva essere emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore della normativa citata. Questo nel 2014. Siamo nel 2019 e l’iter non si è ancora concluso.
Pertanto la forbice regolamentare tra Casse e Fondi pensione già molto ampia, si è ulteriormente allargata di recente, per effetto della Direttiva dell’Unione europea (la c.d. IORP II) che ha introdotto una serie di disposizioni su di una disciplina già consistente. Le novità principali della Iorp 2 hanno riguardo alla governance, con lo scopo di aumentare la qualità dei processi decisionali e la capacità di monitoraggio dei rischi, con una chiara attribuzione delle responsabilità e la definizione delle funzioni fondamentali nell’ambito dell’assetto organizzativo (funzione di gestione dei rischi, funzione di revisione interna, funzione attuariale). Secondo me un gigantismo burocratico amministrativo che si rifletterà sui costi e sulla funzionalità dei fondi medesimi. Più si moltiplicano gli adempimenti più i controlli diventano complicati e forse fuorvianti se non addirittura evanescenti. Ma tant’è.

In questi anni, la COVIP ha più volte sollecitato l’ emanazione del Regolamento che disciplinano gli investimenti delle Casse, perché è un presupposto assolutamente necessario per una gestione delle risorse sana e prudente.
Tra l’altro, l’adozione del Regolamento fornirebbe un importante contributo anche al miglioramento dell’assetto della vigilanza, consentendo alla stessa di agire secondo regole chiare ed omogenee.
Ma sembra che la bozza del Regolamento sugli investimenti delle Casse, ha un approccio più di ordine qualitativo che quantitativo. In prevalenza, cioè, tende ad affermare una serie di principi e criteri di sana e prudente gestione piuttosto che stabilire i limiti di ordine quantitativo rispetto alle singole asset class.
Solo in riferimento a talune tipologie di strumenti finanziari e beni oggetto di investimento, lo schema di Regolamento in preparazione contiene dei limiti quantitativi. Si tratta di tipologie di attivi che presentano particolari caratteristiche sotto il profilo della liquidabilità e del livello di rischio e per i quali si è ritenuto opportuno fissare delle soglie in rapporto al complesso delle disponibilità.
In definitiva, l’ emanazione del Regolamento fornirebbe finalmente anche per le Casse pensioni dei professionisti, una cornice normativa oggettivamente necessaria.
c.l.

 

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