Europee: i programmi puntano su immigrazione e sovranismo poco sul welfare

Scritto il alle 09:15 da [email protected]

Ormai praticamente ci siamo, fra meno di due settimane circa si voterà per il Parlamento europeo, così sapremo ( forse) che fine farà quello italiano. La linea di tendenza sotterranea è quello di mantenerlo comunque in vita con qualche altro pastrocchio che speriamo non  peggiori ulteriormente le nostre già fragili condizioni.
I partiti sono in campo da un pezzo e più si avvicina il 26 di maggio, più fanno a spararla grossa, peggio del Barone di Munchausen, che non è un candidato tedesco, ma uno dei più grandi raccontafrottole mai esistito, come quella di aver fatto un un viaggio sulla Luna a cavallo di una palla di cannone, oppure salvarsi dalle sabbie mobili s tirandosi per i propri capelli. Della stessa serie in casa nostra è l’affermazione che sul disavanzo si può tranquillamente sforare il 3% così da poter aggiustare tutto. Non si sa quanti voti abbia catturato questa affermazione, ma si sa quanti euro ha fatto perdere all’Italia. Oltre a queste dichiarazioni, diciamo così estemporanee, ci sono i programmi ufficiali. Prendiamo le pensioni. La situazione pensionistica europea è vasta e variegata.
Quasi tutti i governi hanno aumentato l’età pensionabile legandola all’aspettativa di vita. La forbice è di 65/67 anni di età, poi ci sono le pensioni anticipate in 23 Paesi con esclusione della Danimarca, Svezia, Irlanda, Olanda e Gran Bretagna. Altri paesi hanno puntato sull’aumento degli anni di contributi minimi necessari per il diritto alla pensione, come il Belgio, Austria e Slovenia mentre altri Stati (Austria, Belgio, Grecia, Spagna e Croazia) hanno aumentato l’età minima per la pensione anticipata. In tutti i paesi ci cerca di disincentivare l’abbandono del lavoro prima dell’età prevista, con delle penalizzazioni sull’assegno come succedeva anche in Italia. Le penalizzazioni sono in vigore in 14 Paesi membri, mentre in 12 di essi c’è un bonus per chi si trattiene in servizio. Consiste in un aumento fra il 2 ed il 4%, mentre la riduzione per chi va in pensione prima oscilla fra il 6 e l’8%. In Italia in controtendenza, oltre a quota 100, si punta ad introdurre la pensione anticipata per tutti con 41 anni di contributi, mentre in Germania oggi di anni di lavoro ne occorrono 45. Poi, sempre in Germania, c’è una “simil quota 100” cui possono usufruire coloro che hanno 35 anni di contributi e 63 di età. Visto che nel Parlamento europeo ci sono blocchi di partiti,o meglio, i gruppi parlamentari,  come quello dei popolari, dei socialisti eccetera, si poteva immaginare che questi sui grandi tempi elaborassero dei programmi comuni, invece non c’è nessuna proposta unitaria trasfrontaliera né sul tema delle pensioni né sugli altri, ognuno va in ordine sparso con l’occhio puntato sull’orticello di casa propria in un’ottica veramente provinciale.
I programmi elettorali dei partiti italiani in lizza per i 75 posti, ben remunerati, di europarlamentare si distinguono per la somma genericità e intercambiabilità. Solo sparuti e sommari accenni che mettono l’accento su un punto anzicchè su un altro, così anche per il welfare.
Tutti vogliono una Europa nuova e diversa “vicina ai cittadini”, meno euro burocrazia, la fine dell’austerità, cioè la possibilità di spendere e spandere poi si vedrà chi paga, la “regolamentazione” dell’immigrazione che significa respingimenti con “aiutiamoli a casa loro”, la manfrina sui giovani, il lavoro, eccetera.
E’ ovvio che i programmi , in era dei tweet da 140 caratteri, sono sintetici al massimo, come i titoli dei giornali. Infatti per leggere compiutamente un quotidiano ci vuole una giornata intera. Per cui ci si legge il tiolo e ci si fa un’idea.
Per curiosità sono andato a spulciare le “brossure” pubblicitarie dei maggiori partiti che si disputano la partita per vedere  cosa vogliono o propongonoi per il welfare ed affini.come le pensioni. Stringati al massimo i partiti del governo, un po’ più analistici quei dell’opposizione ed ecco qua cosa c’è scritto:
5 Stelle: “Le famiglie italiane vanno sostenute nel Welfare con le stesse tutele esistenti in altri Paesi europei ANCHE PER COMBATTERE CRISI DEMOGRAFICA E SPOPOLAMENTO ( maiuscolo nel programma).
Lega ex Nord: il diritto di difendere i propri modelli economici, sociali, culturali e territoriali specifici e unici in Europa.
PD: Un’indennità europea di disoccupazione
Per evitare il circolo vizioso tra recessione e austerità, è necessario avere un bilancio dell’eurozona, finanziato da specifiche risorse proprie, Eurobond e da una quota dei profitti della Bce, per perseguire politiche anticicliche (?) attraverso l’erogazione di un’indennità europea di disoccupazione per i paesi in recessione o con un numero alto di persone senza lavoro. Per rilanciare la crescita, l’occupazione e affrontare le sfide della sostenibilità sociale e ambientale occorre un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture materiali, immateriali e sociali, energie rinnovabili, welfare.
Un salario minimo europeo
Parità di salario tra uomini e donne.
Forza Italia: Vogliamo un’Europa più vicina ai cittadini che sappia dare risposte alle grandi sfide della disoccupazione dell’immigrazione, della sicurezza, della rivoluzione tecnologica e del cambiamento climatico e così assicurare pace, prosperità e benessere per tutti i suoi popoli. Vogliamo un’Europa che rafforzi il proprio modello di economia sociale di mercato che non lasci indietro nessuno e che dia l’opportunità ai giovani di progettare il futuro.
PIU’ AIUTO A CHI HA BISOGNO: pensione minima a 1000 euro (13 mensilità), pensione alle mamme. Medicina sociale (odontoiatria e oftalmologia). Forte incentivo all’assunzione dei giovani con detassazione e decontribuzione dei contratti di praticantato e di primo impiego. Incentivi all’inserimento sociale dei disabili. Implementazione della prevenzione sanitaria.
E questo è!

camillo linguella

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