Costruirsi una pensione migliore: il riscatto dei periodi scoperti

Scritto il alle 09:17 da [email protected]

Il decreto legge ” quota cento ” ha introdotto anche alcune significative novità per costruirsi una pensione migliore, tenendo d’occhio il mutato assetto del mercato del lavoro che ha praticamente abolito il lavoro continuo e istituito il lavoro “a canguro” fatto di salti, di brevi contratti e di ampi vuoti assicurativi. Ora la nuova disposizione consente di rendere utile ai fini della pensione a un “prezzo agevolato” anche questi periodi. Bisogna tener presente però che con il sistema contributivo la pensione restituisce i contributi versati con un minimo di rivalutazione  legata all’andamento del Pil. Poiché si tratta di oneri  sempre consistenti, molti si fanno il discorso se non sia il caso di investire gli stessi euro in qualcosa di più remunerativo, cioè attivare una diversa forma di risparmio previdenziale, come l’adesione ad una forma di  previdenza complementare. Questa in genere è un’ottima soluzione, ma poiché va ad integrare una pensione pubblica, è sempre meglio garantirsi comunque una pensione di mamma Inps, che per quanto soggetta ai rischi della politica, comunque rimane ancora, fortunatamente, un tabù infrangibile: con x anni di lavoro e y di età, la pensione è comunque garantita. La nuova norma favorisce il raggiungimento degli anni di lavoro necessari.
Il decreto-legge n.4 dello scorso gennaio, convertito con la legge n.26/2019, all’articolo 20, ha introdotto in via sperimentale, per il periodo 2019/2021 il riscatto dei periodi non lavorati da valutare nel sistema contributivo che quindi diventano come se fossero stati periodi di lavoro.
.Possono fare domanda gli iscritti all’Inps, che non hanno mai versato un contributo prima del 31 dicembre 1995 e non sono titolari di pensione diretta, a condizione di avere almeno un contributo obbligatorio versato prima della domanda.
Nel caso di istanza presentata dai superstiti, i requisiti devono essere posseduti dal dante causa.

Si può riscattare un periodo massimo fino a 5 anni, anche non continuativi. Il periodo deve collocarsi dopo il 31 dicembre 1995 e deve essere compreso tra la data del primo e dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto) ed essere precedenti al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto.
Sono escluse le Casse per i liberi professionisti o gli ordinamenti previdenziali di Stati esteri.
Il primo e l’ultimo contributo, tra cui collocare il riscatto possono essere anche di gestioni diverse.
Il periodo da ammettere a riscatto non deve essere coperto da contribuzione (obbligatoria figurativa, volontaria o da riscatto), in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti e il regime previdenziale dell’Unione Europea o degli Stati membri convenzionati.
Infine, sono riscattabili soltanto i periodi non soggetti a obbligo contributivo. Quindi il riscatto non potrà essere fatto per recuperare periodi di attività lavorativa per i quali il datore di lavoro non ha fatto i versamenti all’Inps. Il divieto opera anche nei casi in cui l’obbligo contributivo è già prescritto.
Per recuperare questi periodi si possono utilizzare gli strumenti già esistenti o, in caso di prescrizione dei contributi, chiedere la costituzione della rendita vitalizia.
Una volta perfezionato il riscatto con il pagamento, l’anzianità contributiva acquisita è utile ai fini del diritto e dell’ammontare della pensione.
L’onere è determinato con il meccanismo del calcolo contributivo ed è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%.
La domanda può essere presentata dal diretto interessato o dai superstiti.

L’onere di riscatto può essere versato in unica soluzione ovvero in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione.
La rateizzazione dell’onere non può essere concessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione di una pensione diretta o indiretta. Ma in questo caso esso può essere scomputato sulle prime rate di pensione.

A titolo esemplificativo: un lavoratore che ha una prima iscrizione nella Gestione separata per i parasubordinati da 01/1998 fino al 31/12/2000 e successivamente iscrizione nel FPLD ( Fondo pensione lavoratori dipendenti) a partire dal 31/03/2012, potrà riscattare il periodo scoperto di contribuzione tra 01/01/2001 e 28/02/2012 e potrà esercitare questa facoltà sia nella Gestione separata che nel FPLD.
Per approfondire vedi Circolare inps 36 /2019 che sarà sicuramente  aggiornata in quanto emanata prima della conversione del decreto.

 

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