Il voto europeo salva la complementare, Iorp 2 e i Pepp

Scritto il alle 09:42 da [email protected]

Finalmente ci siamo tolti il pensiero del voto europeo. Mentre i giornali e le tivù sono ancora alla fase dei commenti, i kings maker stanno mettendo a punto le loro strategie per tradurre le percentuali in assetti politici, in casa propria e nelle Comunità Europea. Giustamente, come hanno rilevato i diretti interessati, quelli di “Più Europa”, sono stati puniti principalmente perché parlavano di concreti problemi europei anzicchè di quelli domestici. I pronostici li davano, sul filo del rasoio, al 4%, ma questo traguardo lo hanno perso. Si rifaranno la prossima volta. Bisogna dire però che questa volta i sondaggi, con qualche piccola sbavatura, “ci hanno azzeccato” ovunque. L’Europa che si voleva mettere nel tritatutto e farne un compost utile per l’agricoltura, esce paradossalmente consolidata pur se gli assetti dei singoli paesi al loro interno sono molto rivoluzionati. Vedremo come questo si riverbererà sulle future politiche europee. Certo per l’Italia i problemi aumenteranno e daranno voce nuovamente ai vari cantori antieuro, tipo Borghi, per capirci. Vox clamantis in deserto, si spera. Si farà la voce grossa sulle regole di bilancio si invocheranno nuovi strumenti ( di splafonamento per l’Italia) perché i vincitori sovranisti o populisti comunque pur non avendo conquistato il palazzo di inverno del Parlamento europeo, tenteranno di comportarsi come la rana di fronte al toro come racconta una antica fiaba di Esopo e ciò avrà delle conseguenze per noi. Anche perché perderemo per scadenza di mandato Draghi, Mogherini, per citare i più famosi, ma anche molte professionalità poco conosciute sulla ribalta internazionale ed anche nostrana e soprattutto perderemo quella benevolenza mostrata sul nostro disavanzo proprio per l’imminenza delle elezioni. Infatti è già partita la lettera di presentazione del conto. Problabilmente la politica di austerità cambierà un poco e sarà consentito all’Italia per fare un esempio di allargare i cordoni della borsa a condizione di chiedere capitali sui mercati esteri ma non dalla cassa comune, pagando i relativi interessi che saranno poi ripagati in qualche modo da noi al presente e soprattutto da quelli che oggi si affacciano sul mercato del lavoro.
Ma queste sono già questioni di dettaglio (anche se fondamentali per noi).
Quello che è evidente che tranne il rebus Brexit, l’Europa regge e reggono le poche o tante conquiste sui diritti sociali e di welfare. Comunque sarà la nuova governance dell’Unione, su questi temi si continuerà ad andare avanti.
E’ difficile pensare che si cambi politica selle pensioni pubbliche attualmente ancorate sul punto fermo della sostenibilità dei singoli regimi, dall’andamento demografico dei singoli Stati e della Comunità del suo complesso.
Per assicurare pensioni adeguate e sufficienti a vivere quando si è vecchi, occorre una pensione integrativa. Il voto europeo quindi salva la pensione complementare e gli strumenti messi recentemente in campo per il suo potenziamento. Mi riferisco alla Iorp 2 ed ai Pepp.
La prima direttiva europea sulla previdenza complementare, rivolta alle forme istituzionali di gestione è del 2013 (IORP 1) ed ha rappresentato una prima importante tappa legislativa verso la costituzione di un mercato europeo inteso ad omogeneizzare le forme integrative della pensione ritenuto  un elemento fondamentale per la crescita economica dell’eurozona. Di conseguenza furono poste le premesseè per  una regolamentazione e una supervisione adeguate a livello comunitario e nazionale che garantissero l’equilibrio intergenerazionale, mirando a un’equa ripartizione dei rischi e dei benefici tra le generazioni.
Il Consiglio del Ministri del 6 settembre 2018, ha approvato il decreto di recepimento della direttiva Iorp 2 (Institutions for Occupational Retirement Provision, in italiano Epap Enti pensionistici aziendali e professionali).
La nuova direttiva ha adeguato la normativa nazionale in materia di enti pensionistici professionali e aziendali e sull’attività di vigilanza della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP). La nuova Direttiva ha l’obiettivo di velocizzare la creazione di un quadro normativo unitario per lo sviluppo del mercato europeo dei fondi pensione, lasciando agli Stati membri la competenza generale dei propri sistemi pensionistici pubblici.
Le principali novità della direttiva sono relative a:
1) attività transfrontaliera dei fondi pensione,
2) governance e investimenti
3) informazioni agli aderenti e ai beneficiari
Essa disciplina i trasferimenti, totali e parziali, del portafoglio dei fondi pensione tra i vari Stati membri ed introduce una dettagliata regolamentazione delle relative procedure e prevede che le Autorità competenti abbiano tutti gli strumenti necessari per poter effettivamente svolgere attività di vigilanza e controllo sugli enti pensionistici aziendali e professionali.

Oltre alla Iorp 2 dovrebbero avere nuovo e decisivo impulso i Pepp ( Pan European Personal Pension ).
Un problema, che i Pepp cercano di superare è quello di superare l’attuale mercato europeo delle pensioni complementari frammentato e disuguale. In alcuni Stati membri l’adesione alla complementare è molto forte, mentre in altri è quasi inesistente. Questa differenza è legata a un mosaico di regole a livello UE e nazionale. I PEPP che sono grosso modo una specie dei Pip esistenti in Italia, fornirebbero le basi per la creazione di un prodotto previdenziale personale volontario valido per tutta la Comunità Europea.. Inoltre un mercato previdenziale in espansione convoglierà più risorse in investimenti a lungo termine e aumenterà l’efficienza dei mercati dei capitali, tale da contribuire alla crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro considerando che oggi solo il 27% degli europei tra i 25 ei 59 anni si è iscritto ad una forma di previdenza complementare.
I PEPP sono essere particolarmente allettanti per i cittadini che si spostano da uno Stato all’altro.
I PEPP conterranno un’opzione di investimento predefinita per la maggior parte dei risparmiatori, in base alla quale il risparmiatore recupera almeno il capitale investito e un numero limitato di opzioni di investimento alternative. Commissioni e costi saranno trasparenti, divulgati tramite un semplice documento di informazioni chiave (KID) che verrà fornito prima dell’adesione.

 

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