Covip: parità di trattamento anche con la complementare

Scritto il alle 09:11 da clinguella@finanza

La Covip muove un ulteriore  passo significativo verso l’equiparazione anche in campo della previdenza complementare del trattamento fra uomini e donne- Con la Deliberazione del 22 maggio 2019 sono state adottate le nuove “Disposizioni in ordine alla parità di trattamento tra uomini e donne nelle forme pensionistiche complementari collettive”, in sostituzione di quelle della precedente delibera del settembre 2011.Diciamo che sono mere enunciazioni di principio che forse daranno i loro frutti sulla lunga distanza. D’altra parte le differenze pensionistiche nel primo pilastro non sono facilmente eliminabili perchè strutturalmente dipendono da fattori che rendono la donna più debole nel mercato del lavoro. Carriere più brevi, stipendi inferiori, lavoro di cura familiare eccetera. Tuttavia il sistema di calcolo dela pensione è uguale uomo donna. Inece nella complementare le rendite sono calcolate su tavole di mortalità diverse per sesso. E come si sa le donne sono più longeve e per questo in base alle regole attuariali, ricevono importi minori. Tuttavia le nuove disposizioni Covip  tengono conto di quanto disposto dal Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, relativa alla parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. L’art. 30-bis del Decreto lgs. n. 198/2006 reca in particolare norme in tema di divieto di discriminazioni nelle forme pensionistiche complementari collettive, stabilendo anche che differenze di trattamento sono consentite ove le stesse siano giustificate sulla base di dati attuariali, affidabili, pertinenti ed accurati. In base a tale disposizione la COVIP vigila al riguardo e raccoglie, pubblica e aggiorna i dati relativi all’utilizzo del sesso quale fattore attuariale determinante, relazionando almeno annualmente al Comitato nazionale di parità e pari opportunità nel lavoro.
Nel merito, le nuove Disposizioni non sono più limitate, come le precedenti, alle sole forme pensionistiche collettive che erogano direttamente le prestazioni, ma riguardano anche i fondi pensione collettivi che erogano prestazioni tramite convenzioni assicurative, i quali, laddove eroghino prestazioni differenziate per genere, saranno pertanto tenuti ad inviare, una relazione alla COVIP. La novità è dato da un diverso approccio interpretativo della normativa. Le Linee direttrici della Commissione europea hanno messo chiaramente in luce i profili di differenziazione che, per quanto di interesse della previdenza complementare, rientrano i regimi previdenziali professionali, anche se prevedono il pagamento di prestazioni in rendita tramite un’impresa di assicurazione, mentre la direttiva 2004/113/CE si applica solo alle assicurazioni e pensioni di natura privata, volontarie e distinte dal rapporto di lavoro. Considerate le differenze esistenti a livello comunitario e i chiarimenti contenuti nelle Linee direttrici della Commissione europea, si è quindi ritenuto che la norma che impone ora l’applicazione di regole unisex ai contratti assicurativi, non riguardi le prestazioni erogate dalle imprese di assicurazione per conto di forme pensionistiche complementari collettive, alle quali deve per converso applicarsi l’art. 30-bis del medesimo Decreto. Ciò comporta che alle predette prestazioni si applichino tutte le regole ivi dettate, che per taluni profili continuano ad ammettere differenziazioni tra sessi. Conseguentemente spetta alla COVIP di vigilare – sempre per il tramite dei fondi pensione – sulla “affidabilità, pertinenza e accuratezza dei dati attuariali che giustificano trattamenti diversificati”, anche nel caso in cui tale attività fosse svolta da un’impresa di assicurazione per conto di un fondo pensione; tali forme sono inoltre da ricomprendersi nella relazione che la COVIP presenta al Comitato nazionale di parità e pari opportunità nel lavoro. Le considerazioni che precedono hanno quindi reso necessaria l’adozione di nuove disposizioni in materia. Il provvedimento tiene conto delle osservazioni pervenute ad esito della pubblica consultazione posta in essere dalla COVIP, in conformità alla Legge 262/2005.

 

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