Quota 100 e indennità di disoccupazione NASpI

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Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, il lavoratore dipendente con 62 anni di età e 38 di contributi può chiedere di andare in pensione.
Questa nuova possibilità pensionistica rende necessario un suo raccordo con l’ indennità di disoccupazione Naspi,( Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), istituita dal decreto legislativo n. 22 del 2015. Questa indennità  viene erogata fino al “raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato”, fra i quali  ora c’è anche quota 100,  che obbligherebbe ad andare in pensione anche coloro che non ci pensano minimamente.
Si è reso necessario, quindi, trovare un sistema per il riconoscimento e mantenimento della Naspi. Vi ha provveduto l’Inps con circolare 88 del 12/6/2019., tempestiva, ma sempre adoperando un linguaggio per iniziati di non sempre di  facile comprensione al comune cittadino. Il governo del cambiamento, almeno a livello di circolari interpretative, non ha cambiato alcunchè.
Comunque la circolare precisa che i soggetti che, pur perfezionando i requisiti per il pensionamento, non richiedono l’accesso al trattamento di pensione quota 100, ma vogliono la Naspi, le relative domande ( di disoccupazione)  devono essere accolte, ricorrendo i presupposti previsti dal D.lgs n. 22/2015.
Parimenti, i medesimi soggetti, che si trovino in corso di fruizione della indennità di disoccupazione NASpI, non decadono da detta prestazione.
Invece per i soggetti che richiedono l’accesso la pensione quota 100, la NASpI decade quando si matura il diritto alla decorrenza della pensione. In caso di domanda della Naspi  dovrebbe decorrere contemporaneamente o successivamente alla pensione di quota 100 questa verrà inesorabilmente, e a ragione, bocciata..

Decadenza dalla indennità di mobilità ordinaria e in deroga; prestazioni integrative della NASpI e della mobilità e prestazioni di assegno emergenziale erogate dai fondi di solidarietà in caso di raggiungimento dei requisiti per pensione quota 100
Poiché la legge  prevede l’incompatibilità dell’indennità di mobilità con i trattamenti pensionistici diretti a carico dell’Inps, i lavoratori che, pur perfezionando i requisiti, non accedono al trattamento di pensione quota 100, possono continuare a fruire delle prestazioni di mobilità ordinaria o in deroga.
Di contro, i soggetti che, a domanda, sono ammessi al trattamento di pensione quota 100, decadono dalle prestazioni in argomento a far tempo dal primo giorno del mese in cui decorre la pensione.
In analogia a quanto già precisato con riferimento alla Naspi, non potranno essere accolte le domande di indennità di mobilità in deroga per le quali il relativo pagamento dovrebbe decorrere contemporaneamente o successivamente alla prima decorrenza utile della  pensione quota 100.
Le medesime indicazioni trovano applicazione anche con riferimento alle prestazioni integrative  previste dal Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo (FTA), all’assegno emergenziale e alle altre prestazioni integrative di durata della disoccupazione, ove previste dai regolamenti dei fondi di solidarietà.

  NASpI e Opzione donna

L’articolo 16 del decreto-legge n. 4/2019 dispone che le lavoratrici che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni, se dipendenti, e di 59 anni, se autonome, possono accedere alla pensione anticipata secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, trascorsi:
• dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
• diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.
Conseguentemente, è possibile fruire della NASpI fino alla prima decorrenza utile successiva alla presentazione della domanda di trattamento pensionistico.

c.l.

 

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