Al via l’anticipo della liquidazione degli statali

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Il Ministro della P.A. Avv. G. Buongiorno

Il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, dopo aver, en passant, lanciato uno strale ai precedenti governi   per non aver rimosso “la grave penalizzazione dei lavoratori pubblici sul differimento dei termini di pagamento” – che potevano essere anche fino a 6 anni dal pensionamento, ha dichiarato che a breve potranno accedere al sospirato anticipo del Tfs ( trattamento di fine servizio per i dipendenti assunti prima del 2001) o del TFR (Trattamento di fine rapporto), per quelli assunti dopo. Ora considerando i tempi di questi iter procedurali, è auspicabile che già dal prossimo autunno i primi “quotisti” del pubblico impiego, la cui finestra scatterà il prossimo mese di agosto, potranno godere del beneficio dell’anticipazione.
Infatti in una nota il ministro Bongiorno ha dichiarato che il decreto del presidente del Consiglio che disciplina il procedimento di anticipazione del Tfs/Tfr per i dipendenti pubblici,  come previsto dal decreto legge ‘quota 100, è pronto per essere inviato al Garante per la protezione dei dati e all’Autorità garante della concorrenza. Dopo di che il DPCM sarà inviato per la richiesta di parere al Consiglio di Stato. I lavoratori pubblici già andati in pensione senza aver ancora riscosso la liquidazione del Tfs/Tfr o che andranno in pensione nei prossimi mesi, compresi quelli che usufruiscono della ‘quota 100’, potranno ottenere subito una parte o l’intero ammontare (fino a 45 mila euro) del loro trattamento di fine rapporto. Ciò sarà possibile anche in virtù di un accordo quadro con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana,
Il pensionato, dopo aver ricevuto dall’ente erogatore del Tfs/Tfr , in genere l’ex Inpdap ora gestito dall’Inps ( comunque l’elenco degli enti erogatori sarà pubblicato sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica entro 10 giorni dall’entrata in vigore del regolamento) la certificazione del diritto all’anticipazione, potrà rivolgersi direttamente ad uno degli istituti di credito aderenti all’accordo quadro Abi, che, una volta ricevuta la conferma da parte dell’ente erogatore della sussistenza dei presupposti per l’anticipazione, entro quindici giorni liquiderà al pensionando/pensionato quanto dovuto. Il Dpcm prevede che tra la data di presentazione della domanda di rilascio della certificazione all’ente erogatore del Tfs/Tfr e la data di accredito dell’anticipazione debbano intercorrere non più di 75 giorni, cui vanno aggiunti i tempi (non comprimibili, né preventivabili) di presentazione da parte dell’interessato della domanda di anticipazione all’istituto di credito prescelto ed i tempi di istruttoria interna da parte della banca (di cui, invece, viene prevista la contrazione e la semplificazione, anche ai fini della cosiddetta adeguata verifica). Quando maturano i termini per il pagamento ordinario, l’Inps o altro ente erogatore versa i soldi anticipati direttamente alla banca finanziatrice. E’ fatta salva la possibilità per l’interessato di procedere direttamente, con oneri a proprio carico, ad un’estinzione anticipata (totale o parziale) del finanziamento”. “Con il Dpcm sono state disciplinate le modalità di attivazione e di funzionamento del Fondo di garanzia statale, che interverrà laddove l’ente erogatore sia impossibilitato a rimborsare alla banca l’importo dell’anticipo Tfs/Tfr. L’anticipazione disciplinata dal Dpcm si aggiunge alla riduzione dell’aliquota Irpef applicabile alle somme percepite a titolo di Tfs/Tfr fino ad euro 50.000 e già prevista per tutti i pensionati dal decreto legge ‘quota 100’.

c.l.

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