L’Inps vuole anche la previdenza complementare

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Pasquale Tridico – Presidente Inps

L’Inps si conferma sempre di più come un ente onnivoro, basti ricordare l’incorporazione dell’Ipost, Enpals, Inpdap, capace di svolgere molteplici funzioni e tutto sommato svolte abbastanza bene.
Naturalmente i momenti dei Rapporti, di presentazioni e di Bilanci, specie se fatti in forma solenne, non possono che enfatizzare gli aspetti positivi presenti e di prospettiva e se c’è qualcosa ( qualcosina c’è, diciamocelo! ) che non funziona magari lo si nasconde sotto il tappeto. Il 18° Rapporto dell’Inps presentato il 10 luglio 2019 nella Sala della Regina della Camera dei Deputati non si è potuto esimere dall’esaltare le ultime misure prodotte ed in corso di attuazione in campo del welfare, segnalatamente il reddito e la pensione di cittadinanza poi le altre misure pensionistiche introdurre sperimentalmente di recente dai passati governi, come l’ape volontario e l’ape sociale e l’opzione donna ed in ultimo anche quota 100. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Camera Fico, il ministro del lavoro e della previdenza sociale Di Maio, ma non ha portato neppure il suo saluto, che si ritiene forse implicito,Guglielmo Loy,  il presidente del Civ, cioè il Consiglio di

Guglielmo Loy -Presidente Civ Inps

indirizzo e vigilanza dell’Inps. La governance dell’Inps si basa sul cosiddetto modello duale.Questo modello prevede due diversi organi collegiali, con diversi compiti, il Consiglio di indirizzo e sorveglianza (supervisory board), eletto dall’assemblea dei soci, e il Consiglio di amministrazione (management board). Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza predispone le linee di indirizzo generale e gli obiettivi strategici dell’INPS e approva il bilancio predisposto dal Presidente dell’INPS.
È composto da 22 membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi. Il presidente Tridico nella sua relazione non ha mai accennato alla governance, anche se un pezzo di questa, relativamente alla ricostituzione del Consiglio d’Amministrazione, almeno legislativamente è stato risolto. Ma quello delle competenze e del bilanciamento dei poteri del Civ – Cda si preferisce soprassedere. E’ più importante il totonomine per i futuri consiglieri del CdA. Per esempio Tridico in qualità di presidente dell’Istituto ha lanciato l’ipotesi, non nuova in verità, presente sottotraccia fin dal 2005 almeno, di far gestire dall’Inps un fondo di previdenza complementare “alternativo”, diverso dal fondo residuale Fondinps, che comunque, soppresso dalla finanziaria del 2018 è ancora in vita. Di fronte al numero degli attuali aderenti alla previdenza complementare, circa il 30% dei potenziali iscritti, tridico ritiene che questo fondo, proprio perché gestito dall’Inps farebbe maggiore presa sui lavoratori dubbiosi che si iscriverebbero così in massa, inoltre le risorse raccolte sarebbero canalizzate nell’economia italiana, cioè dar vita a investimenti anche di natura politica e quindi non prudenziali.
A parte il fatto che in questi anni i fondi complementari si sono comportati egregiamente affrontando una crisi economica con nervi saldi e portando a casa perfomance di tutto rispetto, da anni i fondi vogliono investire nell’economia reale, ma di questa scelta, di questa volontà che è stata annunciata,di questo fondo “alternativo”,  di questo nuovo indirizzo dei compiti istituzionali che si vogliono dare all’Inps, di fare il dominus di tutta la previdenza, di primo e di secondo pilastro, di chi è la competenza?
Tuttavia, a parte questo, c’è da precisare che il ruolo svolto dall’Inps garantisce la coesione sociale e la tenuta delle istituzioni. La recente crisi economica ha spinto
il legislatore a posizionare sempre di più l’Inps verso l’assistenza sociale. Strumenti
recenti quali l’Ape sociale, la Naspi, il contrasto alla povertà Insieme
alla assistenza per la non auto-sufficienza, l’invalidità, i vari strumenti di integrazione al minimo pensionistico, l’assegno sociale e tutti gli strumenti della cosiddetta
Gestione Interventi Assistenziali (GIAS) vanno in questa direzione.
Le spese relative si sommano a quelle pensionistiche contributive, perchè il  bilancio dell’Istituto è unico, e anche l’Istituto deve mantenere la sua unità; ma una riflessione completezza contabile porta necessariamente a  separare la reale spesa pensionistica da
quella assistenziale finanziata non con i contributi dei lavoratori ma con la fiscalità
generale e con i trasferimenti dello Stato. Ciò al fine di evitare allarmismi circa
la sostenibilità del nostro sistema pensionistico, che è solido, e anche al fine di rendere
maggiormente comprensibili i confronti internazionali in tema di pensioni.
Nella lunghissima relazione non vi è nessun accenno specifico alla Gestione dei dipendenti pubblici ed ai problemi connessi, nessun accenno al ruolo dei patronati che con la loro opera realizzano  una costumer care importantissima, dando a voce quelle risposte che la multicanalità attualmente non riesce ancora a dare. Si riconosce en passant che ad oggi rappresentano tra gli intermediari abilitati, quelli che trasmettono all’Inps il maggior numero di domande. Manca anche un accenno agli stakeholder.
L’Inps è un ente enorme e se si mettesse a gestire anche la previdenza complementare sarebbe una riedizione dell’IRI come soggetto economico capace di influenzare tutta la politica nazionale.
Di seguito una sintesi delle macrodimensioni dell’Inps per avere un’idea più concreta.
L’Inps è così strutturato:
Sedi (Direzioni Regionali e di Coordinamento metropolitano, Direzioni Provinciali, Filiali metropolitane)1 n. 137
Agenzie e Agenzie complesse n. 319, Punti Inps n. 86, Punti Cliente n. 492.
• il flusso finanziario–

Flusso finanziario complessivo annuo (somma entrate e uscite) 896 mld
• i lavoratori assicurati Numero contribuenti 22,5 mln
• le aziende iscritte Aziende private iscritte 1,56 mln
le prestazioni erogate
• Beneficiari di trattamenti pensionistici 15,4 mln
• Importo medio mensile per prestazioni assistenziali 432 euro
• Beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito4 4,8 mln
• Importo annuo erogato per sostegno al reddito (comprensivo di copertura per contribuzione figurativa) 18,4 mld
• Importo annuo erogato per prestazioni socio-assistenziali (famiglia, malattia, maternità) 11,1 mld..

Reddito e pensione di cittadinanza
Con decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, sono state introdotte le due misure clou del nuovo welfare, denominate Reddito e Pensione di Cittadinanza.
Diciamo che sono un’evoluzione delle prime sperimentazioni realizzate con l’introduzione del SIA (“sostegno all’inclusione attiva”), si era avviato a partire dal 2018 il Reddito di inclusione (ReI) con il duplice scopo di contrasto alla povertà e inserimento nel mercato del lavoro.
Nelle intenzioni del governo il RdC è una misura di contrasto alla povertà, di politica attiva del lavoro, di contrasto alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, destinata a favorire anche il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione, alla cultura, attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione.
Diventa Pensione di cittadinanza per le persone con oltre 67 anni di età in posseso delle medesime condizioni previste per il Rdc.

Pensioni
Dopo la riforma pensionistica Fornero del 2011, lasciato inalterato l’impianto generale del sistema sono stati introdotti strumenti, spesso in via transitoria, volti a mitigare l’innalzamento dell’età pensionabile e, nei tempi più recenti, a offrire maggiori possibilità a tutti sulla scelta del momento in cui pensionarsi.
Tra queste si ricordano: a) gli otto provvedimenti di salvaguardia per gli esodati,
la quiescenza con requisiti e regole di decorrenza previgenti; b) gli interventi che
hanno disciplinato l’accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni
particolarmente faticose e pesanti; c) l’Ape sociale e d) l’Ape volontario previsti in via
sperimentale dalla legge di bilancio 2017, prorogato a dicembre 2019 dall’ultima legge di bilancio i lavoratori assicurati in alcune delle gestioni Inps in particolari condizioni che abbiano maturato almeno 63 anni e 30 di contribuzione, possono beneficiare di un’indennità denominata APE Sociale, pari alla rata di pensione maturata e comunque non superiore a 1.500 euro mensili, fino al compimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia; d) canali di pensionamento mirati ai lavoratori precoci, per i quali è stato ridotto il requisito contributivo di accesso al pensionamento
anticipato e)Opzione donna”, già introdotta nel 2004 ma ripetutamente prorogata,
che offre la possibilità alle lavoratrici di anticipare la quiescenza, se in possesso di
particolari requisiti anagrafici e contributivi, optando per la liquidazione
del trattamento secondo le regole di calcolo del sistema contributivo. La legge di
bilancio 2017 ha esteso la possibilità di tale pensionamento alle donne che, per effetto
dell’adeguamento alla variazione della speranza di vita, non hanno maturato il requisito
dell’età di 57 anni e 3 mesi o 58 anni e 3 mesi (se lavoratrici autonome) entro il 31
dicembre 2015 infine il pensionamento con Quota 100, introdotto in via sperimentale per il triennio 2019 – 2021, che consente a tutti gli assicurati Inps, se si hanno almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi di poter andare in pensione.
Secondo i dati.aggiornati al 30 giugno su “Pensione Quota 100”, complessivamente
sono poco meno di 155 mila le domande arrivate fino a giugno. La media delle domande pervenute giornalmente, si è concentrata su gennaio e febbraio, per poi scemare progressivamente. Guardando alle differenze territoriali, di gestione e di genere si nota che la gran parte delle domande sono state presentate nelle regioni del Nord (40%) e del Mezzogiorno (35%), prevalentemente da uomini e da assicurati delle gestioni private. Mediamente l’importo della pensione mensile per le domande di quota cento accolte è pari a circa 1.900 euro.

INPS_RA_XVIII_2019.pdf

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