Andare in pensione con Rita la Rendita complementare anticipata

Scritto il alle 09:15 da [email protected]

Fra le varie misure varate prima di quota 100 per assorbire la pressione contro l’eccessiva rigidità sui limiti pensionistici sia rispetto all’età che ai contributi, nella passata legislatura il Parlamento ha varato alcune leggi di modifica della Fornero La più importante è quella relativa all’Ape sociale che andrebbe rilanciata con sostanziose modifiche e quella sui lavoratori precoci. Ma il governo Renzi e poi Gentiloni avevano sostanzialmente puntato con scarso risultato, sull’ape volontaria e la rendita integrativa temporanea anticipata della pensione complementare, la famosa RITA. Perché questi due nuovi istituti, la cui natura previdenziale, specialmente per l’ape volontaria ( o volontario coime si preferisce dire ora), è molto discutibile, hanno una caratteristica in comune. Non gravano sulle casse dello Stato, ma direttamente sulle spalle dei richiedenti. In sostanza una nuova tipologia di ammortizzatore sociale che li distingue radicalmente dall’ape sociale che è un intervento assistenziale di carattere solidaristico e quindi a carico della collettività.
La manovra finanziaria 2018 ha reso strutturale la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata) che era stata introdotta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.
Inoltre, che la legge annuale per il mercato e la concorrenza (Legge n.124/2017), aveva introdotto la “Rendita Temporanea” con diverse condizioni di accesso rispetto alla RITA e che, a differenza della RITA, non poteva essere richiesta dai dipendenti del settore pubblico. Ora la “Rendita Temporanea” è stata incorporata nella Rita e disciplinata, in via definitiva, sia per i dipendenti privati che per i dipendenti del settore pubblico con requisiti di accesso diversi da quelli previsti precedentemente.
Vediamo di seguito le caratteristiche, i requisiti di accesso e la tassazione applicata.
La prima condizione è quella di essere iscritti ad una forma di previdenza complementare da almeno 5 anni e consiste nell’erogazione in tutto o in parte del montante accumulato  – su richiesta dell’aderente – in forma di rendita temporanea. L’ erogazione decorre dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Rispetto al montante residuo ai fini della richiesta in rendita e in capitale non rileva la parte di prestazione richiesta come RITA.
Essa si applica alle forme di previdenza complementare in regime di contribuzione definita (sono definiti i contributi mentre le prestazioni a cui si avrà diritto dipenderanno dalla gestione finanziaria e dai contributi versati). Sono quindi esclusi i Fondi pensione in regime di prestazione definita (sono definite le prestazioni mentre i contributi saranno fissati in modo da coprire le stesse tenendo conto del rapporto tra gli attivi e i pensionati). Si ricorda che i Fondi Pensione Negoziali chiusi di categoria sono a contribuzione definita.
Inizialmente era  collegata all’Ape volontario perché si richiedevano gli stessi requisiti, e alla certificazione rilasciata dall’INPS. Ha come riferimento l’età anagrafica relativa alla pensione di vecchiaia prevista nel regime obbligatorio di appartenenza.
Sono previsti i seguenti requisiti di accesso:
• cessazione dell’attività lavorativa;
• maturazione dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi;
• possesso del requisito minimo di 20 anni di contributi nei regimi obbligatori alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA. ( Circ Covip n. 888 del 8 /02/2018)

Può essere richiesta anche nel caso di:
inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi;
• maturazione dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi.
Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività lavorativa e richiedono la RITA il termine previsto per l’erogazione del trattamento di fine rapporto e di fine servizio è fissato tra i 12 e i 15 mesi successivi al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.
Ai fini fiscali, sull’importo erogato al netto dei contributi già assoggettati ad imposta, si applica una ritenuta a titolo di imposta del 15% ridotta dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione fino a un limite massimo del 6% per gli importi maturati dal 1° gennaio 2007. Si prevede, inoltre, la facoltà di non avvalersi della tassazione sostitutiva facendolo risultare espressamente nella dichiarazione dei redditi. In tale caso la rendita anticipata sarà assoggettata a tassazione ordinaria.
La rita è erogata direttamente dal Fondo Pensione.
Nel 2018 le erogazioni per la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata sono state complessivamente 304, per un importo pari a 3 milioni di euro; di queste, 266 sono relative all’intera posizione individuale, per un importo complessivo pari a 2,4 milioni di euro, mentre le restanti 38 hanno riguardato solo una parte della citata posizione ( fonte Covip).
Bisogna tener presente che la rendita media annua generale per tutti i pensionati iscritti alla complementare si attesta a circa 6.270 euro, che equivale ad una rendita lorda mensile per 13 mensilità pari a 482 euro.
Rispetto poi al dato più generale di adesione ai fondi complementari e lo scarso numero dei dipendenti pubblici, circa 200.000 su 3 milioni di dipendenti compreso il comparto sicurezza e Forze, Armate, fra le tante spiegazioni addotte fino a questo momento, è sempre stata esclusa una abbastanza forte che non rende indispensabile il bisogno dell’integrazione pensionistica,  è  il dato dalla diversa consistenza degli importi pensionistici medi erogati. Dagli osservatori statistici Inps, nella rilevazione aggiornata al 2 aprile 2019, per esempio, risulta che l’importo medio della pensione di vecchiaia per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti,  è di 1.170 euro mensili, mentre per i pensionati alla Cassa dipendenti degli Enti locali l’importo medio per la pensione di vecchiaia è di 1.703 euro mensili. Il nucleo familiare mono reddito è a forte rischio di povertà, il nucleo familiare con due pensionati del settore privato affronta meglio la vecchiaia, il nucleo familiare di due dipendenti pubblici sta decisamente meglio. Naturalmente questi importi medi si riferiscono a situazioni contributive relative a coorti di età che hanno maturato i requisiti pensionistici con una quota rilevante del sistema retributivo. Oggi invece che comincia ad andare a regime quello contributivo le differenze medie pensionistiche tendono a livellarsi ( al ribasso).

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 5.5/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)
Andare in pensione con Rita la Rendita complementare anticipata, 5.5 out of 10 based on 2 ratings
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Ovvio, quanto  è accaduto nelle ultime settimane ha rovinato non di poco il quadro di fondo de
Ripensando in questi giorni al clamore che ha suscitato Libra, la moneta digitale che ha present
Ftse Mib: l'indice italiano tenta il rimbalzo dopo lo scivolone delle ultime settimane. Movimento le
Ok, la notizia della famigerata “inversione di tendenza della curva dei tassi” credo sia giu
1 https://twitter.com/icebergfinanza/status/1162402480015257601 Ma come neanche una telefonati
Analisi Tecnica Negata brutalmente la long white che stava a sua volta negando la long black. La s
Stoxx Giornaliero Buon inizio di settimana a tutti, riprendiamo in mano la situazione ciclica
DJI Giornaliero Buona domenica a tutti, nel mese di luglio il primo dei tre facenti parte de
T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. yy)[Base