Approvato il Regolamento dei Pepp, più facile la complementare UE

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Il Parlamento Europeo appena rinnovato, ha davanti a sé compiti immani ed apparentemente senza una strategia unica. Ciò è vero almeno sui grandi temi, a cominciare dal definire una politica unica sull’immigrazione, la crescita economica, la gestione della Brexit in maniera che sia meno dolorosa possibile e la decisione sulle domande di adesione presentate da alcuni paesi balcanici come la Serbia, l’Albania e la Macedonia, la politica economica della BCE. Intanto l’ordinaria attività, che tanto ordinaria poi non è, se solo si pensa agli scenari attuali che sembrano più inclini ad una dissoluzione della Comunità Europea che ad un suo rafforzamento, pur fra mille lungaggini burocratiche, procede, sia pure lentamente. Come nel campo della sicurezza sociale per esempio.
Per le pensioni obbligatorie dei sistemi pubblici, dallo scorso 3 luglio 2019, come era stato stabilito dal coordinamento degli Istituti di sicurezza sociale, è diventato operativo il sistema EESSI (Electronic Exchange of Social Security Information), con l’avvio dello scambio telematico di dati pensionistici e previdenziali tra circa 15.000 enti di Sicurezza Sociale europei. Un sistema che coinvolge anche l’INPS, protagonista fin dall’inizio nella realizzazione di questo rivoluzionario progetto internazionale, che scambierà progressivamente le informazioni con gli enti degli altri Paesi europei interessati in modo completamente telematico, attraverso documenti elettronici che sostituiranno gradualmente gli attuali in forma cartacei. I vantaggi per i cittadini europei (studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati e loro familiari) saranno costituiti dalla maggiore rapidità nella gestione delle domande e nel pagamento delle prestazioni pensionistiche, a sostegno del reddito, sanitarie e per infortuni sul lavoro e malattie professionali, oltre che nella gestione delle pratiche collegate, distacchi e recuperi di contributi e prestazioni indebite.
Sulla previdenza integrativa dell’Unione Europea, dopo il varo della Iorp 2 che ridisegna tutto il sistema dei fondi di pensione complementare europei , si è portato a compimento l’istituzione di un prodotto assicurativo con le stesse finalità ma di carattere individuale, i Pepp per fare in modo che la previdenza integrativa complessivamente considerata possa avere sempre più aderenti.
Una scelta quasi obbligata se si considera. Le pensioni costituiscono una parte essenziale del reddito di un anziano e, per molte persone, un’adeguata pensione o una bassa, ovviamente fa la differenza tra una vecchiaia confortevole e la povertà. Queste sono una condizione preliminare per l’esercizio dei diritti fondamentali stabiliti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, di cui è importante ricordare l’articolo 25 che riguarda i diritti degli anziani. L’articolo in questione afferma che “L’Unione riconosce e rispetta i diritti degli anziani di condurre una vita di dignità e indipendenza e partecipare alla vita sociale e culturale “.
Non è una cosa facile. Oggi l’Unione si trova ad affrontare diverse sfide, a partire da quelle demografiche, perché l’Europa è un continente che invecchia. Inoltre, i modelli di carriera, il mercato del lavoro e la distribuzione della ricchezza stanno subendo cambiamenti radicali, anche a seguito della rivoluzione digitale.
La parte fondamentale delle pensioni di vecchiaia e quelle collegate ( anzianità, invalidità, malattia e superstiti) continuerà ad essere erogata dai sistemi pubblici nazionali che mantengono la competenza esclusiva dei loro sistemi pensionistici, che dovranno garantire l’adeguatezza del reddito e la sostenibilità finanziaria dei sistemi nazionali perché sono fattori fondamentali per la stabilità dell’Unione nel suo insieme. Parallelamente le famiglie dell’Unione sono tra i risparmiatori più elevati del mondo, ma la maggior parte di tali risparmi è tenuta in conti bancari con scadenze di breve periodo. Maggiori investimenti nei mercati dei capitali possono aiutare a far fronte ai problemi conseguenti all’invecchiamento della popolazione e dai tassi di interesse troppo bassi o negativi.
Incanalando una parte maggiore dei risparmi degli europei dai contanti e dai depositi bancari verso prodotti di investimento a lungo termine, come i fondi pensionistici volontari a lungo termine, l’impatto sarebbe vantaggioso sia per gli individui (che trarrebbero beneficio da rendimenti più elevati e miglioramento adeguatezza delle pensioni) e per l’economia in generale. Nel 2015, circa 11,3 milioni di cittadini dell’Unione in età lavorativa (dai 20 ai 64 anni) risiedevano in uno Stato membro diverso dallo Stato membro di nascita e 1,3 milioni di cittadini dell’Unione lavoravano in uno Stato membro diverso rispetto al loro Stato membro di residenza.
Il prodotto pensionistico personale paneuropeo portatile (PEPP) di natura assicurativa a lungo termine aumenterà la sua attrattiva come prodotto, in particolare per i giovani e i lavoratori che si spostano in continuità fra uno Stato membro ed un altro , e contribuirà a facilitare ulteriormente il diritto dei cittadini dell’Unione di vivere e lavorare in tutta l’Unione.
Le pensioni personali sono importanti nell’utilizzare i risparmiatori a lungo termine con opportunità di investimento a lungo termine. Un mercato europeo più ampio per le pensioni personali sosterrà l’offerta di fondi per gli investitori istituzionali e gli investimenti nell’economia reale.

Il 19 giugno 2019 il Consiglio UE ha approvato in via definitiva il regolamento che istituisce i PEPP, Pan-European Personal Pension Product, un nuovo tipo di prodotto pensionistico individuale volontario grosso modo simile ai nostri PIP ( Pianti individuali pensionistici) un prodotto standardizzato in tutta la Comunità Europea e che potrà essere offerto da un’ampia gamma di intermediari, tra cui le compagnie di assicurazione, le banche, le SGR e i fondi pensione (Iorp). I provider beneficeranno di un passaporto UE che consentirà loro di vendere PEPP nei diversi Stati membri.
I sottoscrittori potranno continuare a contribuire al proprio PEPP nel caso si trasferiscano in un altro Stato membro. Il testo del regolamento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della UE del 25 luglio 2019. Le norme entreranno in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione. Entro un anno dall’emanazione del Regolamento, la Commissione Ue dovrà varare i regolamenti delegati previsti. Trascorso un anno dall’introduzione di tali provvedimenti, il Regolamento Pepp potrà iniziare ad essere applicato. A tale proposito lo scorso 5 luglio Eiopa ha nominati i componenti del gruppo di lavoro che è chiamato a definire la regolamentazione attuativa. Per l’Italia fanno parte Carlo Parodi di Intesa Sanpaolo e Emanuele Maria Carluccio dell’Università di Verona.

Regolamento-PEPP.pdf

camillo linguella

 

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