Riduzione del cuneo fiscale, pensionati esclusi

Scritto il alle 08:54 da clinguella@finanza

Il governo Conte 2 ha finalmente riunificato nella sua persona il confronto con le parti sociali che prima era tenuto a mezzadria con il Viminale. Nell’incontro con i sindacati del 18 settembre 2019 ha fatto una serie di promesse allettanti e assicurato che attiverà dei tavoli tematici prima della stesura della manovra 2020. Ha altresì  ribadito la decisione di una riduzione del cuneo fiscale. Non è una novità in assoluto, lo aveva annunciato già Enrico Letta con la manovra fiscale del 2013 e oggi ci si riprova con maggior forza. Come si sa il cuneo è la differenza di quanto spetta complessivamente ad un lavoratore e di quanto gli viene effettivamento accreditato sul conto corrente, dopo aver depurato lo stipendie di tutti i contributi obbligatori ( irpef, inps, inail ecc): La Corte dei Conti, nel 2017 rilevò che “Il cuneo fiscale riferito alla situazione media di un dipendente, è addirittura del 49%. Una quota eccessiva, ben 10 punti oltre l’onere che si registra mediamente nel resto d’Europa”.
In Italia infatti, la pressione fiscale è tra le più elevate dei Paesi Ue.
Anche i costi per gli obblighi tributari che l’imprenditore italiano è chiamato ad affrontare sono significativi.. Il divario quindi fra lordo e netto è notevole, a volte è del 50%!

Gran parte del cuneo fiscale è costituito da trattenute che vanno a finanziare il sistema di protezione sociale. Se negli altri paesi il cuneo fiscale è inferiore perché è inferiore il grado di copertura dei rischi sociali oppure, cosa più probabile, è inferiore il carico delle tasse.
Un altro punto fortemente criticato, che appesantisce in maniera determinante il costo del lavoro, è l’aliquota contributiva pensionistica da versare all’Inps, ritenuta eccessivamente elevata. Ma essa costituisce il risparmio previdenziale di ciascuno ed è fondamentale in un sistema di calcolo contributivo, dove valgono i contributi versati durante la vita lavorativa e non l’ammontare delle ultime retribuzioni. Ordinariamente l’aliquota  è del 33%, due terzi a carico del datore di lavoro, un terzo a carico del lavoratore. Senza dimenticare che questa aliquota del 33%, quando venne istituita nel 1995, inglobò anche la vecchia trattenuta della gescal, quella per la tubercolosi, la maternità eccetera.
La riduzione del cuneo fiscale si può fare in vari modi:
• attraverso la fiscalizzazione degli oneri sociali, a totale carico dello Stto;
• con l’opting out (decontribuzione previdenziale – riduzione dei contributi inps)
diminuzione dell’irpef
• un mix fra le misure sopra riportate
Il governo avrebbe deciso  di accollare allo Stato il costo complessivo dell’operazione che ammonterebbe a circa 15 miliardi nel triennio, in favore dei redditi fino a 50.000 euro annui. Invece di un’erogazione mensile si punta ad un’ elargizione di 1.500 euro complessiva una volta all’anno. Si pensa ad un pagamento nel mese di luglio così tutti possono andare in vacanza. Una sorta di 14 mensilità, non si sa ancora se strutturale o sperimentale, cioè valida per un triennio oppure per sempre.
Da tutta quest’operazione sembra che rimarrebbero esclusi i pensionati che non ne trarrebbero alcun vantaggio a meno che non si riducano le tasse magari nel senso indicato in un mio precedente post, oppure si procede ad un riforma della perequazione delle pensioni di cui non c’è traccia da nessuna parte.
I pensionati già oggi godono della cosiddetta 14 mensilità che viene pagata a luglio, ma riguarda  una fascia limitata di persone, perché riguarda coloro che hanno un reddito fra 1,5 ed il 2 volte il minimo inps e l’importo massimo percepibile è di 655€, molto distante dai 1500 di cui si parla.
Se la riduzione del cuneo fiscale riguarderà anche una riduzione dell’irpef, sarà difficile tenere fuori i pensionati. A parità di reddito, dovrebbero avere le medesime riduzioni. Sembrano escluse al momento le diminuzione delle aliquote irpef e pertanto si dovrebbe agire sulle deduzioni e detrazioni, aumentando la selva delle stesse che periodicamente si vuole un disboscamento.

 

camillo linguella

 

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