Ancora Inps, ora fa propaganda per il Rdc con il Progetto “Inps per tutti”

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DG Inps

L’Istituto nazionale di previdenza sociale, da diversi anni  cerca di essere sempre più vicino ai cittadini per una più facile e tempestiva soluzione dei loro  numerosi problemi di welfare che volente o nolente essendo affidati all’Inps,  devono necessariamente rapportarsi ad esso. Non è come per la previdenza complementare, almeno per il momento, dove ogni lavoratore sceglie il proprio fondo o la propria assicurazione. Dico almeno per il momento, perché se si istituisce la complementare di Stato, ci si dovrà rivolgere a via Ciro il Grande, che diventerà quindi Grandissimo, anche per la pensione integrativa. Tuttavia per onestà bisogna riconoscere che non siamo all’anno zero, anche se, nonostante l’estrema semplificazione del portale web, l’interpretazione degli atti ufficiali richiedono raffinati esegeti o esperti filologi (esegeta: interprete di testi letterari, filologo: che studia il significato delle parole). Il tasso di burocratizzazione, l’uso di un linguaggio estremamente tecnico , l’abbondanza dei termini inglesi, che sarebbero proibiti quando esistono gli equivalenti italiani e, soprattutto la scelta ineludibile in direzione della progressiva eliminazione dei contatti fisici passando solo ed esclusivamente attraverso la tecnologia digitale, sconta ancora una forte presenza di popolo refrattario ad esso, affetto dal cosiddetto digital divide (la difficoltà all’uso di servizi erogati tramite piattaforme digitali come internet).
Forse l’idea di un progetto denominato “Inps per tutti” nasce, dietro impulso del Civ, il Comitato di indirizzo e Vigilanza, per il superamento di questo problema  rendendo più accessibili ed effettive le prestazioni. L’esperienza dimostra, infatti, che questi strumenti non raggiungono proprio i soggetti che ne hanno più bisogno ( i c.d. “burocraticamente esclusi”, cioè quei soggetti che hanno maggiori difficoltà a rapportarsi con l’ente per disagio personale, incapacità di utilizzo di internet, la lontananza fisica dalle sedi inps che l’internet comunque tende a superare, ma non sempre, come per esempio per una visita medica. Ma per costoro quando l’Inps è troppo distante, si hanno sempre pensato i sindacati, i patronati ed ora anche i Caf.
L’Inps vuole raggiungere i soggetti più poveri ed emarginati, andando da loro, in modo da poter offrire un concreto supporto, individuare i loro bisogni e le eventuali prestazioni a loro spettanti, sino a raccogliere le relative domande segnalatamente quelle relative al Reddito di cittadinanza (Rdc) . Insomma l’Inps va a reclutare i richiedenti del reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza, partendo dalle convinzione che non tutti i cittadini italiani ed i residenti da oltre un decennio, siano stati efficacementi informati sull’argomento. Le cifre parlano chiaro. Fra le domande previste e quelle presentate c’è un bel gap. Insomma l’Inps si mette a fare la propaganda per il Rdc. Che poi il Rdc fino ad ora non abbia prodotto alcun rilevante risultato, specie per quanto riguarda l’avviamento al lavoro, questo è un altro paio di maniche.

Il Messaggio n. 3449 del 24-09-2019 illustra analiticamente articolazione di una serie di progetti, accomunati dallo slogan “Inps per tutti”, partendo dalle fasce più deboli, quelle in stato di povertà assoluta, senza tetto o senza fissa dimora; abitanti di Comuni distanti dagli uffici dell’Inps, utenti non consapevoli dei propri diritti.

Il primo progetto che l’Inps intende avviare riguarda il contrasto alla povertà. In via sperimentale e in prima battuta, saranno coinvolte le Sedi Inps di Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino, all’interno di un’ampia sinergia con i Comuni, che vantano le professionalità degli operatori sociali, nonché delle associazioni di volontariato, che hanno maturato l’esperienza operando sul territorio in favore dei soggetti bisognosi. In tali città, in cui prenderà avvio la sperimentazione, l’Istituto intende promuovere, da subito, iniziative in favore dei cittadini senza fissa dimora, allo scopo di consentire la diffusione del Reddito di cittadinanza e delle altre prestazioni erogate dall’Inps.
A questo scopo, sono previste collaborazioni con l’ANCI, i Comuni e le organizzazioni ed associazioni caritatevoli, con protocolli/accordi quadro tra l’Inps e le singole Regioni o Comuni, imantenendo l’unicità degli obiettivi e l’uniformità dei comportamenti, dei processi e delle attività fondamentali.

Nell’ambito degli accordi verranno, poi, disciplinati gli accessi degli operatori dell’Inps presso le strutture individuate per svolgere attività di consulenza, fornire assistenza per il rilascio del PIN e per l’inoltro della domanda.

Al riguardo, sono già stati sottoscritti un accordo di collaborazione, tra la Direzione metropolitana di Roma e il Comune di Roma, un accordo tra Inps di Napoli e il Comune di Napoli e Alleanza contro la povertà, un accordo tra l’Inps e il Comune di Torino. Infine, nel mese di settembre, sono stati sottoscritti un accordo tra L’Inps dell’ Emilia Romagna, il Comune di Bologna e la città metropolitana di Bologna e un accordo tra la Direzione regionale Puglia e il Comune di Bari. Il Comune di Milano e l’Inps, sin dal 2017, operano assieme con l’attivazione di Punti di consulenza presso i Municipi ovvero.

Nell’ambito del progetto “Inps per Tutti”, i potenziali beneficiari Rdc o di altre prestazioni assistenziali saranno intercettati direttamente nei luoghi in cui tipicamente sono soliti ritrovarsi (ad esempio, nelle mense, nelle stazioni e terminal di viaggio delle principali città italiane). A tal fine, verranno messe a disposizione unità mobili e/o gazebo con la presenza di personale dell’Istituto, Assistenti Sociali dei Comuni e Volontari delle associazioni/Federazioni che avranno stipulato accordi con l’Inps.
Nelle unità mobili  fra l’altro sarà  somministrato un questionario mirato a conoscere l’esistenza del diritto a ricevere prestazioni sociali, quanli in primis il Reddito/pensione di cittadinanza ( il vero scopo dell’operazione); Assegno familiare dei Comuni; Assegno di maternità dei Comuni; BONUS bebè; Premio nascita; Bonus Asilo nido; NASpI; Assegno sociale eccetera.
Il questionario sarà disponibile on line.
In via sperimentale il prodotto sarà in uso agli utenti interessati (personale dei Comuni, servizi sociali, associazioni di volontariato e del terzo settore, ecc e costituisce uno strumento di valutazione, anche multidimensionale, che potrà consentire all’assistente/operatore sociale di effettuare la presa in carico per le specifiche finalità di competenza.
Il progetto sarà avviato su tutto il territorio nazionale in data 9 ottobre 2019. Al termine della fase sperimentale e verificati gli esiti del progetto, si valuterà se rendere accessibile il questionario mediante autenticazione o se pubblicarlo sul portale come strumento di autovalutazione (self assessment).
Camillo Linguella

 

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