Statali: Aspettando invano l’anticipo del TFS

Scritto il alle 09:16 da clinguella@finanza

La liquidazione dei dipendenti pubblici, il TFS (trattamento di fine servizio), viene pagata in tempo reale, 105 giorni dalla cessazione o dall’evento,  solo se sfortunatamente si trovano in situazione di emergenza, cioè invalidità o decesso, negli altri casi il primo pagamento, se l’importo è superiore a 50.000 euro, avverrà dopo 12 mesi + 3 mesi decorsi i quali si pagheranno gli interessi, se la cessazione è dovuta a limiti di età, cioè 67 anni, oppure 24 mesi + 3 se per dimissioni volontarie. Ma non è finita qui, troppo facile. La legge, per motivi di contenimento della spesa pubblica, fa scattare i termini di decorrenza  solo dopo aver raggiunto i limiti di età previsti. Se si va in pensione con quota 100 a 62 anni, bisogna aspettare il raggiungimento del 67 e poi scattano i due anni canonici, cioè circa 7 anni. Con tutto il rispetto per la finanza pubblica, ma questi sono tempi veramente biblici che devono essere superati. Per venire incontro almeno parzialmente ai diritto dei pensionati pubblici, si è introdotto  l’istituto dell’anticipazione a tutt’oggi esistente solo sulla carta.
I pensionati di quota 100 e gli altri confidavano che almeno a Natale oltre al solito panettone e bottiglia di similchampagne, avrebbero trovato nella calza l’anticipo del tfs, in modo da potersi permettere lo champagne autentico, magari il Dom Perignon; invece niente. Soffriranno loro ma ne soffrirà anche l’economia del paese visto che la massa monetaria messa in giro con l’anticipo, avrebbe dato una mano ai consumi. Chi si ricorda le dichiarazioni roboanti dell’ex ministra della Funzione Pubblica G.Buongiorno! Firmato il DPCM, che sarebbe il decreto del presidente del consiglio dei ministri, lo scorso mese di luglio, avrebbe addirittura precettato i propri dipendenti ad agosto affinchè per settembre fosse tutto pronto in contemporanea del primo esodo dei quota 100 ministeriali. La legge n. 26 del 28/3/2019, art. 23, comma 2 stabilisce che”sulla base di apposite certificazioni rilasciate dall’ente responsabile per l’erogazione del trattamento di fine servizio i soggetti… che accedono o hanno avuto accesso… al trattamento di pensione… possono presentare richiesta di finanziamento… alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’Inps”.
Il pensionato, dopo aver ricevuto dall’ente erogatore del Tfs la certificazione del diritto all’anticipazione, in genere l’ex Inpdap ora gestito dall’Inps ( comunque l’elenco degli enti erogatori sarà pubblicato sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica entro 10 giorni dall’entrata in vigore del regolamento mentre io pensavo fosse un dato reperibile in tempo reale dal Ministero del Lavoro che li vigila, e quindi sa chi sono questi Enti), potrà rivolgersi direttamente ad uno degli istituti di credito aderenti all’accordo quadro Abi. Questi, una volta ricevuta la conferma  del diritto all’anticipazione, dovrebbe liquidare il dovuto entro quindici giorni. Il Dpcm prevede per l’esecuzione non più di 75 giorni, Quando maturano i termini per il pagamento ordinario del Tfs al raggiungimento del 67mo anno del pensionato, l’Inps o altro ente erogatore versa i soldi anticipati direttamente alla banca finanziatrice. L’interessato può sempre  procedere direttamente, con oneri a proprio carico, ad un’estinzione anticipata (totale o parziale) del finanziamento. L’anticipazione che non può superare i 45.000 euro, è bene ricordarlo, si aggiunge alla riduzione dell’aliquota Irpef applicabile alle somme percepite a titolo di Tfs/Tfr fino a 50.000 euro.
Ora il Dpcm in questione ha superato il controllo del garante della privacy, è stato fatto il censimento degli enti che erogano il Tfs, ma sembra mancare ancora l’accordo con le Banche, nonostante che i 60 giorni dall’entrata in vigore della legge siano abbondantemente passati ( pubblicata in GU il 29/3/2019 è entrata in vigore il giorno dopo). Anzi a voler essere pignoli ad ottobre sono trascorsi 210 giorni, ma dell’accordo quadro non si è visto ancora niente. Poiché l’intera operazione dalla domanda all’accredito dell’anticipo dovrebbero passare 75 giorni al massimo ( ma si legge: minimo), anche se il decreto uscisse in GU domani mattina, non si farebbe in tempo neppure per i regali della Befana. Come dire, sarà proprio un Bianco Natale, ovvero un Natale in bianco.

 

Camillo Linguella

 

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