Conoscere l’a b c di finanza e previdenza è meglio dell’ignoranza

Scritto il alle 08:47 da clinguella@finanza

Conoscere i principi della finanza e delle pensioni è meglio che ignorarli, detta così sembra una “catalanata” partorita dall’indimenticato filosofo dell’ovvio, Massimo Catalano che animava le trasmissioni di Renzo Arbore, quando la tivù faceva intelligentemente ridere e sorridere. Celebre  il suo aforisma “E’ meglio essere ricchi e sani che poveri e malati”. In realtà quella della scarsa conoscenza dei principi base che muovono i meccanismi di interazione sociale da cui dipendono il benessere collettivo e quello individuale, non è una banalità. Purtroppo a parte gli specialisti, sono relativamente pochi i reali conoscitori di come si muovono i mercati finanziari e come e perché sono strutturati così e non in altro modo i sistemi previdenziali.
Quest’esigenza è venuta crescendo man mano che con l’introduzione massiccia della previdenza complementare e l’affermazione delle rendite assicurative era sempre più evidente l’interdipendenza della finanza generalmente intesa e le pensioni. Da anni la Covip, l’Autorità di vigilanza sulle forme di previdenza complementare denunciava la “voragine conoscitiva” sulla pensione integrativa.
Le istituzioni e le parti sociali hanno fatto uno sforzo enorme di diffusione della cultura previdenziale i cui risultati sono evidenti nello sviluppo dei Fondi pensione negoziali di categoria. Ma ciò non era sufficiente e da qualche anno è intervenuto in prima persona anche il Mef attraverso il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Esso ha il compito di programmare e promuovere iniziative di sensibilizzazione ed educazione finanziaria per migliorare in modo misurabile le competenze dei cittadini italiani in materia di risparmio, investimenti, previdenza, assicurazione.
In relazione a ciò è stato varato il programma EDUFIN sull’educazione finanziaria e previdenziale.
Il “Mese dell’Educazione Finanziaria”, organizzato dall’1 al 31 Ottobre si è chiuso con numeri da record e la partecipazione di tutte le Regioni d’Italia. Un risultato notevole, che testimonia il crescente interesse sia da parte dei cittadini che dei tanti soggetti, pubblici e privati, che quest’anno hanno organizzato eventi per contribuire a far crescere e diffondere l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Questo secondo appuntamento sull’educazione finanziaria e previdenziale si è chiuso con 602 eventi (+72%) e il varo dell’immancabile pagina su Facebook.

Il ‘Mese’ – che ha visto il debutto della prima Giornata Nazionale sull’Educazione Assicurativa, il 9 ottobre e che diventerà un appuntamento fisso dei prossimi anni, si è chiuso lo scorso 31 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio.
Nel dettaglio, il calendario 2019 del ‘Mese’ ha fatto registrare ben 252 appuntamenti in più rispetto ai 350 dello scorso anno (+72%), organizzati in tutte le Regioni d’Italia, anche se Lombardia (143), Lazio (89) e Veneto (42) da sole hanno fatto registrare quasi la metà degli eventi.
La gran parte degli appuntamenti ha riguardato l’educazione finanziaria (510), seguita da quella previdenziale (64) e assicurativa (28).
Tante le modalità con cui si è fatta informazione: incontri, workshop, seminari, lezioni, ma anche giochi, quiz, cacce al tesoro, cineforum, rappresentazioni teatrali. E tante sono state anche le categorie coinvolte. Il maggior numero di eventi è stato pensato per gli studenti delle scuole superiori di primo e secondo grado e delle università (310), seguiti dagli adulti (120). Non sono mancati però appuntamenti rivolti alle famiglie, ai professionisti ed alle imprese, ai bambini, alle donne e ai migranti.
Il successo dell’edizione 2019 si misura, quest’anno, anche sulla base della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini attraverso le campagne informative messe in campo sui media tradizionali e sui social network. La neonata pagina Facebook – a poche settimane dal debutto – conta oltre 18.000 nuovi fan; ottimi risultati arrivano anche dal canale YouTube del Comitato.

 

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