Inps-Tridico: estendere il prelievo dello 0.35% a tutti i lavoratori della PA ed ai privati per migliorare il welfare

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Convitto di Spoleto

L’Inps oltre ai compiti istituzionali ai lavoratori ed i residenti, a partire dal pagamento delle pensioni, attua alcune forme di intervento socio-assistenziale a favore di dipendenti, studenti, famiglie e anziani, e altri soggetti, iscritti prevalentemente all’ex Inpdap ed all’ex Ipost, offrendo una pluralità di prestazioni di welfare e di credito a tasso agevolato, con l´obiettivo di promuovere il benessere individuale e collettivo. Queste specifiche attività sociali, realizzano una significativa tutela dai rischi sociali, in perfetta sintonia con gli attuali trend di sviluppo del welfare integrativo perché l’onere di finanziamento è a carico degli stessi fruitori. Il Fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, è stato istituito nel 1996 con legge 23 dicembre 1996, n. 662.
L’Istituto offre agli studenti – figli di dipendenti pubblici iscritti al Fondo credito ex Inpdap e ex Enam (Assistenza magistrale) -, nonchè a quelli iscritti ai Fondi ex Ipost, queste prestazioni:
• corsi di aggiornamento professionale per i dipendenti della pubblica amministrazione statali, enti locali e sanità;
• assegni di frequenza per figli e orfani di iscritti alla Gestione magistrale (ex Enam);
• borse di studio per la frequenza della scuola media – inferiore e superiore – dell´università e di corsi post-universitari;
• posti in convitto di proprietà dell’Istituto o in collegi convenzionati agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado e agli studenti universitari;
• master e dottorati di ricerca, per promuovere l´alta formazione e facilitare l´inserimento dei giovani nel mondo del lavoro;
• ospitalità presso le Nonno House per sostenere gli studenti fuorisede;
• soggiorni estivi in Italia e all’estero per approfondire la conoscenza di lingue straniere;
• studio in un Paese all’estero per offrire a studenti della scuola secondaria di secondo grado un percorso di mobilità internazionale, per accrescere l’integrazione sociale e culturale, attraverso il Programma Itaca.
Altri interventi importanti sono quelli relativi all’assistenza domiciliare, i cosiddetti HOME CARE PREMIUM. Nel 2018 la Direzione Regionale Lazio ha sottoscritto n. 28 Accordi con altrettanti Ambiti Territoriali che hanno manifestato il loro interesse. Lo stesso in altre Regioni.
Per queste prestazioni si spendono ogni anno circa 150 milioni di euro che sono una spesa “neutra” per lo Stato in quanto tutti i benefici sociali suesposti si finanziano esclusivamente con prelievi mensili sulle retribuzioni e sulle pensioni dei dipendenti pubblici e dei pensionati che versano i loro contributi nelle seguenti percentuali:
0,35% per quanto riguarda la Gestione Dipendenti Pubblici (ex Inpdap);
0,80%,che si aggiunge allo 0,35% per quanto riguarda la Gestione Assistenza Magistrale (ex Enam);
0,15% trattenuta sulle pensioni su opzione degli interessati.
• Altre prestazioni sono finanziate dai contributi ai Fondi di Assistenza e di Mutualità versati dai lavoratori del Gruppo Poste italiane spa tramite la trattenuta dello 0,40% e l’adesione volontaria alle polizze del Vecchio e Nuovo Fondo Mutualità.
Inoltre i benefici non sono sempre completamente gratuiti, spesso c’è una quota a carico dell’interessato a seconda dell’attestazione Isee così durante l’istruttoria della pratica si determina la posizione in graduatoria e il contributo da pagare.
Poi ci sono le importanti prestazioni creditizie a tasso agevolato, dai piccoli prestiti, erogabili per importi fino a 4 mensilità, per i quali non occorre nessuna giustificazione, alle cessioni del V° dello stipendio, ai mutui per acquisto prima casa.

Abbiamo detto che riguarda i dipendenti iscritti all’ex Inpdap, circa 3.000.000 di lavoratori. Ma non tutti. Paradossalmente quando l’Inps fagocitò l’istituto di previdenza del pubblico impiego (INPDAP), si scoprì che i dipendenti dell’Inps, diversamente da quelli provenienti dall’Inpdap, anche se facenti parte entrambi del cosiddetto parastato, non potevano accedere ai benefici sociali, come pure non possono accedere i dipendenti dell’Inail, Istat e molti altri. Quindi nel processo di integrazione, mai completamente terminato fra Inps ed ex Inpdap, subito si è posta la questione della possibilità di adesione al Fondo  delle prestazioni creditizie e sociali anche dei lavoratori esclusi, con il versamento su base volontaria della ritenuta dello 0,35%. Così anche i dipendenti Inps avrebbero potuto usufruire tutta quella serie di attività creditizie, benefici sociali ed opportunità formative sopradescritte. Possibilità che fra l’altro è stata riconosciuta dai nuovi assunti Inps che hanno preso servizio in questo periodo. L’Amministrazione ha avviato una discussione con gli organi vigilanti, per una possibile soluzione del problema estendendo la platea dei beneficiari a tutti i lavoratori pubblici esclusi. E nel frattempo ha individuato un obiettivo molto più ampio ed ambizioso e da trattare con le molle.
Così nel corso del convegno Formare l’eccellenza. INPS-SNA per lo sviluppo e l’innovazione digitale della PA, tenuto il 24 ottobre 2019, presso Palazzo Wedekind, a Roma, durante il quale sono stati presentati i bandi congiunti della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) e l’ INPS per i Master universitari sulla Trasformazione digitale, il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, nel suo intervento ha reso noto l’ intenzione di estendere queste prestazioni di welfare anche ai lavoratori privati non solo ai lavoratori pubblici oggi esclusi, per un totale di circa 23 milioni di soggetti mediante il prelievo del contributo dello 0,35%.
Rispetto a questa idea, quella di ampliamento della platea ai lavoratori del settore privato con le stesse modalità di finanziamento, bisogna tener conto di un paio di questioni, la prima, la più evidente è che nelle casse dell’Inps affluirebbe una massa monetaria non indifferente. Poi non bisogna dimenticare che nel settore del lavoro privato è molto diffuso il cd welfare contrattuale o aziendale gestito dagli Enti bilaterali. Ciò non esclude che vi possono essere delle convenzioni con l’Inps. Ma poi c’è una fatto più preoccupante, memore di un provvedimento adottato nel recente passato e che il nuovo “tesoretto” che si verrebbe a creare all’Inps potrebbe far venire la tentazione ai soggetti del Mef di una replica.
E’ un provvedimento adottato qualche anno fa,  che probabilmente pochi conoscono oppure non ricordano. Con la legge di stabilità 2015 ( legge 23 dicembre 2014, n. 190) all’art 1 comma 306, fu disposto un prelievo forzoso dal Fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali di 50 milioni di euro derivanti dalla concessione dei prestiti agli statali, procedendo al riversamento della somma all’entrata del bilancio dello Stato.
La sottrazione di ben 50 milioni di euro dagli attivi del Fondo credito operato nel 2015, fermo restando la necessità di equiparare i diritti in tutti i comparti del lavoro pubblico, che in sostanza si limiterebbe a 60/80.000 nuovi iscritti, per il welfare integrativo dei privati è bene che vi provvedano ancora gli enti bilaterali.

 

Camillo Linguella

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